Published On: mar, Lug 23rd, 2013

Il punto di rottura

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di MASSIMILIANO PARENTI – Non c’è problema – ha detto qualcuno – ne usciremo, la crisi avrà una fine. I ristoranti sono pieni. Non si riesce a prenotare un volo decente se non con molto anticipo. In Italia c’è lavoro, basta essere positivi, la crisi è solo psicologica. Non esiste, è nella nostra testa, come lo spread. Un’invenzione dei media. Chi lo conosceva qualche anno fa? Nemmeno gli economisti, siamo sinceri. Va tutto bene, a meraviglia. C’è la movida e la gente si diverte come può. La ripresa ci sarà, è matematica e non si scherza, questa non è una materia opinabile. Sarà nel 2013, cioè nel 2014, a ben vedere verso il 2015 o 2016. Dipende da che giornale si è soliti leggere ma non c’è davvero da allarmarsi, si stringe la cintura di un buco e si tiene duro. Basta poi fare una testa così con la fuga dei cervelli. I giovani non sanno più adattarsi, potrebbero essere umili e fare i lavori dei tanto vituperati extracomunitari. Cent’anni fa tutti in massa a cercare lavoro in America, ma ora “te la do io l’America” ha tutto un altro significato.

Suvvia, la crisi c’è stata negli anni settanta. Poi negli anni ottanta. Ne siamo sempre usciti più forti perché sotto sotto crediamo tutti al progresso. Staremo meglio tra qualche anno. Le imprese chiudono, i cassaintegrati sono sempre esistiti no? Il benessere collettivo d’altronde si paga a caro prezzo. E i suicidi? Non sono un problema nemmeno quello. Un’altra invenzione dei media. O meglio ci sono sempre stati, abbiamo deciso di parlarne solo ora per alimentare il panico di massa.

Oppure no.

Oppure c’è un mondo sotterraneo che brancola nel buio, che aspetta. Che vive proiettata nell’illusione che sia la politica – presente o futura poco importa – a tirare le fila dell’economia e che, anche se la realtà fosse a parti invertite, possa almeno promuovere linee orientative per evitare di sbattere la testa in continuazione contro un muro fatto di silenzio, di ostilità e di incompetenza.

Questo mondo comincia a popolarsi sempre di più, ogni giorno i membri del Paese sotterraneo si moltiplicano come cellule di un tumore, sbattono le une contro le altre per un po’ di ossigeno, per una tregua al loro dolore. Di controparte, il popolo del “va tutto bene” comincia ad assottigliarsi. Quella formula nota nelle scienza politiche come “coscienza di massa” comincia a far paura. Si può tollerare tutto ma non chi perpetra il male quando dilaga il malessere. E allora certe parole cominciano a mutare significato. Classe politica, sprechi, illecito, peculato, spread, rubacuori, rimborsi, iniziano a causare l’orticaria. Perché anche chi ha sempre tollerato potrebbe trasformare l’intolleranza in rabbia, la rabbia in violenza e la violenza in virtù. E sappiamo tutti cosa accadrebbe. In una parola, il giacobinismo. Le cellule che compongono il mondo sotterraneo porterebbero alla metastasi e allora le conseguenze sarebbero imprevedibili, il giacobinismo sarebbe il sintomo, ma la cura potrebbe essere ben peggiore, di questo dobbiamo esserne coscienti.

Ma non vi preoccupate, va tutto bene. Studio Aperto ha detto che l’anno prossimo ci sarà la ripresa e io ci credo, la questione pertanto può finire qui.

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  1. Fabio Corniati ha detto:

    Buon giorno, sono Fabio, vorrei sapere se conoscete l’autore del murales della tele con la scritta VA TUTTO BENE. Da circa 10 mesi produco magliette e felpe col logo e mi piacerebbe conoscerlo. Bell’articolo, esattamente ciò che quel graffito comunica a colpo d’occhio!

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