Published On: mer, Feb 28th, 2018

AMEDEO BOCCHI, LE SUE SCULTURE E IL SUO MUSEO

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medaglioneelefante cavallo

di MARCELLO VALENTINO – Dopo la realizzazione delle bellissime ed inarrivabili serigrafie d’arte di Amedeo Bocchi, le eredi Emilia Bocchi e Rina Gabassi mi diedero l’incarico di realizzare, in occasione della mostra a Palazzo San Vitale, allestita dalla Banca del monte di Parma, ” Amedeo Bocchi vent’anni dopo”, alcune copie di una scultura del maestro. Il soggetto scelto era un elefante: l’originale era stato realizzato in gesso dal pittore. Dell’opera in questione ne furono realizzate otto copie più tre prove d’autore con la tecnica a cera persa, tutte numerate direttamente nella fusione di bronzo e autenticate dall’erede nel retro di ogni certificato di autenticità. Una delle tre prove d’autore è esposta al museo a lui dedicato presso la fondazione Monte Parma, ora trasferita nella nuova sede di via Farini; un’altra, insieme con le copie originali, è di proprietà di privati. Successivamente, in date diverse, Emilia Bocchi mi diede l’incarico di riprodurre altre due sculture di suo zio Amedeo: una era un magnifico cavallo in posa plastica che ricorda molto quello di Leonardo da Vinci esposto all’ambrosiana a Milano, l’altra era la testa del padre dell’artista che aveva realizzato in occasione della sua morte per ornare la lapide mortuaria deposta al cimitero di Parma. Entrambe le opere furono realizzate a cera persa dagli originali in gesso in otto esemplari più tre prove di stampa ciascuna. Una copia di ogni opera fu consegnata all’erede Emilia Bocchi, le altre sono di proprietà di privati. Certo è che queste opere ambitissime da collezionisti e galleristi non sono mai state messe in vendita, tranne una che fu venduta dal gioielliere Tino Casoli e acquistata, si presume grazie ad una indiscrezione, da Callisto Tanzi, all’epoca patron della Parmalat, ma non è certo. Oggi, a distanza di diversi anni, ne scrivo in quanto artefice di queste splendide opere oltre che editore e principale coprotagonista della nascita del museo dedicato ad Amedeo Bocchi da parte della fondazione Monte Parma. A quel tempo ebbi l’incarico da parte delle eredi di cercare un’eventuale collocazione museale per tutte le opere di Amedeo Bocchi, come da volontà testamentaria espressa dal maestro, qualora ci fosse stata da parte di qualche istituzione la volontà di creare un museo a lui dedicato, di donare tutte le sue opere lasciate in eredità. Dopo qualche ricerca individuai nella fondazione Monte Parma l’eventuale potenziale ente interessato a cogliere la grande opportunità. Contattai il dott. Vaccaro di Banca Monte Parma, che conoscevo molto bene, e gli accennai del progetto. Dopo poco tempo fui ricontattato dallo stesso per un appuntamento presso la sede della banca a palazzo San Vitale con l’allora presidente Franco Gorreri, il quale fu entusiasta dell’iniziativa è ne interessò il presidente della fondazione Walter Gaibazzi, con il quale si diede inizio all’iter per la realizzazione del Museo Amedeo Bocchi; a tal proposito fui costantemente informato sulle procedure dei lavori dalle eredi e dalla fondazione. Eredi con le quali sono sempre stato in strettissimi rapporti di grande amicizia e stima, tant’è che successivamente mi diedero l’incarico di realizzare anche un libro su tutte le opere del maestro Amedeo Bocchi, come opera omnia autorizzata da loro e con scrittura privata sottoscritta in calce. Oggi l’opera è quasi pronta e prossimamente sarà pubblicata e messa in vendita.

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