Published On: Dom, Gen 9th, 2011

ATTUALITA' – Quel martedì 14 a Roma … racconto di chi era presente

Share This
Tags

Arrivo a Roma alle 12.05 di martedì, dopo un viaggio in treno che  già si preannuncia lungo dalla partenza, sigillata dal classico ritardo.
A Milano però le persone in attesa davanti allo schermo delle partenze ipotizzano un ritardo dovuto ai “disordini”nella capitale, quelli che sicuramente ci sarebbero stati il giorno della fiducia/sfiducia.
Quando scendo dal treno cerco la metro, ma dopo aver comprato due biglietti che si riveleranno inutili, e soprattutto dopo aver intercettato una folla compressa sotto la città, decido di buttarmi in strada: qualcuno che va a manifestare lo troverò! E infatti appena emersa in superficie trovo la coda di un corteo studentesco che imbocca via Cavour, direzione Fori Imperiali. Li seguo e li fotografo: sono ragazzi di Licei con gli zaini dipinti e gli striscioni che sempre chiedono una scuola migliore: sono nel corteo contro la Gelmini. Lungo il corso apprendo da un tabaccaio che la sfilata è ininterrotta dalle 9 del mattino: comincio a farmi un’idea della quantità di persone che troverò. E quando arrivo ai Fori, dove gli spazi e i resti si stringono e si spezzettano in vicoli e violetti, e dove c’è anche chi suona “Il Silenzio”, capisco che non li vedrò mai tutti. Dai gradoni imperiali vedo miriadi di formiche infilate ovunque, abbracciano gli edifici e colmano le distanze come crema versata nello stampo di una torta. E’ a questo punto che incontro Gabriella, una signora romana da generazioni con un viso affascinante coperto da una cuffia praticissima per la giornata. Scarpe da ginnastica ai piedi, lei è uscita la mattina prima delle 8 per vedere dove avrebbero messo i posti di blocco.
Scambiamo due opinioni sulla massa, i mass media e la messa in scena dei nostri politici. Quando capisco che arrivare a Montecitorio è impossibile, Gabriella si incarica di farmici arrivare, aggirando il percorso ufficiale. Giriamo quindi dietro ai fori e ci imbattiamo in una serie di vicoli e stradine a cui troviamo sistematicamente camionette  e autoblindati di polizia e carabinieri messi di traverso da muro a muro, ogni volta con gruppetti in divisa e tanti in borghese, che non ci fanno passare. Gabriella le prova tutte: “devo andare da “Cenci”-negozio-, abito lì,  ma lì dove, allora Signora passi di lì”….. Ma ogni “lì” è sbarrato e controllato. Intanto passo davanti al gruppo dei migranti, in protesta per rivendicare la sfortuna di non essere nati in Europa. Lo striscione che tengono stretto recita: “14 Dicembre 2010: On. Scilipoti, Libertà dallo strapotere delle barche”.
A questo punto Gabriella, passata da tante manifestazioni, mi dice di mettere via la macchina fotografica. Così faccio, e dopo un suo commento sul mio abbigliamento-troppo “manifestante” a suo dire, dai jeans alla giacca da sci ci avviciniamo ad un ennesimo blocco. L’età di Gabriella  e l’assenza della mia reflex ci danno il diritto di essere assimilati alle tre categorie autorizzate al transito: lavoratori impiegati in centro, turisti e parlamentari: mi viene in mente una riflessione forse azzardata: anche loro, i turisti, qui oggi? E così si apre piazza Montecitorio, sbarrata immobile e irreale, da dove spicca solo il segnale di divieto di accesso, la polizia vestita a carica, e le finestre del palazzo da cui ogni tanto si affaccia un mezzo busto. Continuiamo e passiamo davanti ad una camionetta della polizia  divenuta bersaglio di vernice rossa e uova.
Arriviamo a palazzo Chigi, dove, mi dice Gabriella, spesso di notte la gente che abita intorno chiude le finestre per il vai e vieni di macchine e persone ad ogni ora.
Ore 13.30. La decisione esce dal palazzo. La rabbia esplode, e la storia comincia.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette