Published On: Mer, Gen 12th, 2011

POLITICA – “Comunali 2012: stavolta ce la giochiamo”. Intervista al consigliere Caselli (Pd)

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di Enrico Mingori

“Deposito un’interrogazione e sono subito da te”. Lunedì pomeriggio, Portici del Grano, tempo da lupi. Il consigliere comunale Matteo Caselli (Pd) arriva con aria trafelata e passo svelto: “Una volta proporre delle interrogazioni era più difficile – riflette –, il cittadino che aveva un problema andava direttamente dall’assessore di competenza. Oggi invece la macchina comunale non risponde, la più semplice delle questioni ha lungaggini burocratiche incredibili; e il cittadino si rivolge all’opposizione”. Caselli ha 29 anni, da 3 siede tra i banchi della minoranza in Consiglio e rimpiange i tempi in cui fare politica “glorificava un’esistenza”: “La principale eredità, devastante, di questo ventennio berlusconiano – osserva – è l’idea diffusa che tutta la politica sia uguale e che tutti i politici siano uguali. Non è così. E soltanto quando la sinistra riuscirà a dimostrare che c’è un modo radicalmente diverso di intendere l’impegno politico allora forse questa distanza tra i cittadini e la politica si potrà riassorbire”.
Caselli, come giudica il 2010 del Comune di Parma?
“Il 2010 è stato l’anno peggiore per l’amministrazione comunale. E’ stato l’anno delle indagini, dei dietrofront su tanti progetti, l’anno in cui sono arrivate ad esplodere e sono state colte dalla città tutta una serie di difficoltà e di contraddizioni che prima erano percepite solo all’interno del Consiglio comunale”.
Si riferisce alla precaria condizione delle casse comunali?
“La situazione economica del Comune è estremamente difficile: quando noi dell’opposizione parlavamo delle difficoltà, soprattutto nel mondo delle partecipate, ci veniva risposto che facevamo terrorismo, mentre ora siamo arrivati ad un riconoscimento esplicito dei problemi anche da parte del vicesindaco. Siamo una città che continua a vivere al di sopra delle sue possibilità. Quello che non ci convince è come l’amministrazione sta gestendo un momento di passaggio che è uguale per tutti i Comuni d’Italia, ossia la riduzione dei fondi statali alle comunità locali: mantenere un certo tipo di magnificenza facendo leva sull’indebitamento e cercando di occultarlo all’interno delle società partecipate è una politica che mira tutto al presente. Ma il tema di quale sarà la situazione economico-finanziaria del Comune fra cinque o dieci anni mi preoccupa molto. E non mi sembra di percepire la stessa preoccupazione da parte di tutti, sicuramente non dalla maggioranza”.
E’ possibile che l’amministrazione cada prima della sua scadenza naturale, come qualcuno ha prefigurato?
“L’ipotesi più concreta è che, a stenti e con enormi difficoltà, questa amministrazione arrivi al 2012. Nonostante siano caduti alcuni dei tasselli più importanti su cui si è costruito questo apparato amministrativo – penso ad esempio alla vicenda Stt –, il sindaco non ha ritenuto di trarne le dovute conseguenze. Certo, rimane l’incognita delle indagini aperte dalla Procura. Ma non vogliamo assolutamente condizionarne l’iter, aspettiamo di vedere quale sarà l’esito”.
Dovesse cadere il Governo, potrebbero esserci ripercussioni sulla situazione amministrativa ducale?
“La maggioranza che guida oggi Parma, pur essendo diversa dalla maggioranza nazionale, potrebbe risentirne soltanto perché ha passato mesi di estrema difficoltà: ormai è di tutta evidenza che il gruppo unico in Consiglio comunale è semplicemente una finzione, abbiamo visto in tanti passaggi amministrativi come la coesistenza su progetti specifici è stata difficile; quindi sì, oltre alla variabile giudiziaria, anche quella relativa alla politica nazionale potrebbe aiutare a scardinare l’equilibrio che si è raggiunto a Parma”.
Crede che la Lega Nord entrerà nella maggioranza?
“Chi guida la città è in un momento di particolare debolezza, per cui non mi sorprenderebbe se ci fosse un tentativo di allargare la maggioranza alla Lega. Detto questo, già adesso il simulacro del civismo non esiste più: se ci fosse anche il Carroccio avremmo un centrodestra puro, anzi anche di più. E in ogni caso mi chiedo come potrebbe stare in un contesto come quello l’Udc o chi fa civismo, almeno a parole, come l’assessore Lasagna, che viene da una storia simile alla mia”.
Come vedrebbe l’alleanza tra Pd e Ubaldi di cui tanto si parla?
“Negli ultimi cinque anni in questa città qualcosa è cambiato: il contesto che si era creato intorno all’ex sindaco non esiste più. Io cinque anni fa non c’ero e penso che il Pd debba fare una proposta su alcuni capisaldi che si sono già delineati all’interno dell’attività che stiamo conducendo in Consiglio comunale. Sulla base di questa proposta vedremo chi all’interno del centrosinistra intenderà unirsi a noi e chi no. In ogni caso, se stiamo a fare politica pensando alla storia personale di ognuno non facciamo un esercizio positivo”.
E delle amministrazioni Ubaldi che giudizio dà?
“In quegli anni ero un comune cittadino che cominciava a fare politica e che si collocava all’opposizione. E’ evidente che in quegli anni la città si è trasformata in un modo sicuramente diverso da come sarebbe stato con noi. Ma almeno è cambiata, l’impressione era che la politica ascoltasse tutti e decidesse, mentre adesso non è più il sindaco che governa la città, ma altri”.
Chi?
“Alcuni poteri della città che ormai risultano evidenti. Sicuramente cinque anni fa Villani (attuale coordinatore provinciale del Pdl, ndr) aveva difficoltà ad entrare in Comune quando c’era il sindaco, oggi invece  se qualcuno va ad incontrare il sindaco di Parma è molto probabile che lo trovi accompagnato a Villani…”.
Per il 2012 è fiducioso?
“Per la prima volta dopo tanti anni un blocco che si era coagulato intorno alla guida della città non esiste più e ciò è evidente anche nelle divisioni che attraversano il mondo industriale. Chi governa la città oggi è enormemente più debole di chi c’era prima. Per questo penso che ci siano le condizioni per cui il centrosinistra stavolta giochi la partita”.

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