Published On: Mer, Gen 19th, 2011

Derive politiche e umane

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di Marcello Frigeri

Tra i diversi difetti della democrazia, il più lampante, e sotto gli occhi di tutti, è quello di non poter garantire un apparato politico di governanti all’altezza della carica pubblica che ricoprono. Essendo il voto un diritto concesso a tutti i cittadini (mediocri e non), ed essendo anche l’espressione di una scelta preferenziale, dunque basata sulla fiducia nella persona del rappresentante politico, non sono richieste ai governanti particolari capacità politiche, ne’ conoscenze culturali o amministrative. Non avremo mai, quindi, la garanzia che chi abbiamo scelto come amministratore della cosa pubblica sia la massima espressione dell’intelligenza umana, anziché un mediocre signor nessuno. Ammetterlo non è cosa piacevole, ma siamo arrivati al punto in cui è difficile negarlo: oggi il Parlamento e il Governo sono luoghi istituzionali popolati da miseri politici, modesti individui, yes man sempre pronti a leccare e a prostrarsi, scaldapoltrone e porci orwelliani. L’unica loro capacità, e talvolta non hanno nemmeno quella, è la parola: parlano e straparlano ovunque in tv, facendo largo uso della falsità e della menzogna, perché non hanno a cuore la cosa pubblica, bensì lo scranno del potere, che porta denaro e privilegi. Infatti sanno, questi porci orwelliani, che dimostrare il contrario di ciò che dicono non è cosa facile: manipolano le statistiche (e chi sta davanti al televisore con le controstatistiche?); storpiano le sentenze (Berlusconi non è un perseguitato politico, la sua storia giudiziaria inizia ben prima del 1994); mistificano la storia (Craxi è morto da latitante e rubava come tutti gli altri, mentre Mani Pulite è stata la rivincita del cittadino verso il potere, e non una persecuzione giudiziaria). La decadenza e la putrefazione della Seconda Repubblica sono riassumibili nel “puttanaio” (cit.) consumato, secondo le indagini della Procura di Milano, nella villa di Arcore del premier puttaniere. Si dirà: la privacy è un cardine della democrazia, dunque in casa propria si fa ciò che si vuole. Vero, ma il limite della libertà individuale è la legge. Se in casa mia infrango la legge (che fino a prova contraria è uguale per tutti) allora parlare di privacy è soltanto un vacuo tentativo di autodifesa. La verità, oggi, è che il re è nudo e ricattabile. Anzi, l’Italia è ricattabile da un manipolo di puttane a ore. Si sveste così l’inganno della democrazia, ovvero la (finta) libertà di scegliersi i propri rappresentanti. Mi sono sempre chiesto, infatti, cosa faccia la Minetti, ex igienista dentale del premier, ex soubrette, nel Consiglio Regionale Lombardo, come rappresentante della cosa pubblica. Mi chiedo poi cosa spinga gli yes man del premier (vedi Bondi, Cicchitto, Lupi, Capezzone, Gelmini, Santanché) a difendere a spada tratta l’indifendibile, anche di fronte alle certezze delle confessioni e alle intercettazioni, nero su bianco, delle parole dette. Questi mediocri governanti sono tutto fuorché stupidi: sanno bene che difendere Berlusconi, anche a costo di perdere la faccia, significa difendere la loro poltrona: cosa sono, infatti, politicamente parlando, i vari Bondi e i Cicchitto senza il capo? Gli yes man sono quei politici che, una volta decaduto il potere del sovrano, scompaiono con la stessa velocità con cui sono apparsi, perché non se li fila nessuno. Ma ciò che più terrorizza è che la mediocrità, la modestia e la miseria del nostro apparato politico sono riscontrabili anche all’opposizione. In nessun altro pianeta dell’Universo infatti, con l’avanzare della cancrena politica, ormai visibile ad occhio nudo, della maggioranza, l’opposizione non sa cogliere la palla al balzo. Anzi, la spaccatura ideologica dei mediocri dell’opposizione l’abbiamo vista anche a Mirafiori: chi stava con la Fiom e chi con Marchionne. Divisione al cinquanta e cinquanta. La verità è che non c’è alternativa al berlusconismo, la situazione è quella in cui si è costretti comunque a dire: “dobbiamo scegliere il meno peggio tra i peggiori”.

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