Published On: Mer, Gen 19th, 2011

Massimo Pinardi: “Ubaldi civico doc, Vignali solo immagine”

Share This
Tags

di Lino Sasso

Tra crisi, debiti, insulti e gossip sembra che la politica abbia perso la sua vera essenza. Come vedete lo scenario locale?
“Credo, come tanti, che a Parma ci sia un problema che riguarda gli intrecci tra la politica e gli affari personali, che sono emersi dalle note vicende oggetto, tra l’altro, d’indagini giudiziarie. E’ un problema che la politica deve risolvere dandosi delle regole e scegliendo persone competenti  e di elevata moralità”.
E quello nazionale?
“Berlusconi è prossimo alla fine. Di alternative serie e credibili al momento non ne emergono. L’unica soluzione  praticabile e utile è un Parlamento Costituente per una Nuova Italia. Il 150esimo dell’Unità potrebbe essere l’occasione giusta per riflettere e decidere in questo senso. Bisogna coinvolgere i giovani per costruire un Paese nuovo, dentro il quale si devono riconoscere diventando classe dirigente”.
E’ passato in pochi anni da un partito di sinistra (Pds-Ds) al civismo di Balestrieri e Ubaldi per approdare all’Idv e, infine, con Maria Teresa Guarnieri. Sembra che non riesca a trovare la sua collocazione… “Mettiamo un po’ d’ordine. La mia storia politica e l’orientamento culturale che ho, è di stampo riformista. Nel 2002 ho scelto di sostenere Ubaldi candidandomi in Civiltà Parmigiana. Scelta locale, tengo a sottolineare, il civismo nazionale non esiste, perché in quella proposta ho trovato molto di quello che come cultura liberale e riformista intendo. Veltroni, Rutelli,  Enrico Letta, Morando, Bersani – il quale sostiene che nel Pd ci vuole più civismo! – hanno sempre espresso giudizi positivi sull’esperienza di Ubaldi, civica e non collocabile nel centrodestra classico, come molti a sinistra sostengono ancora oggi. Terminata quell’esperienza, per scelta dello stesso Ubaldi,  ho condiviso con Balestrieri un progetto, che assomigliava al laboratorio di Civiltà Parmigiana, mettendo in campo idee nuove e lungimiranti e una bella squadra di donne e uomini impegnati nelle professioni, nel volontariato e nello sport. E’ stata una bella esperienza anche se non ha dato i risultati sperati. Con  l’IdV è durata poco. Io e la Biacchi – ex segretaria provinciale – siamo stati messi fuori, di fatto, per aver presentato un ordine del giorno in Provincia e Comune a sostegno del Presidente Napolitano, duramente criticato, da Berlusconi e Di Pietro. Tra Napolitano e Di Pietro non ho alcun dubbio da che parte stare: dalla parte del Presidente Napolitano garante della Carta Costituzionale. Non ho compreso perché il Pd in Provincia non l’ha votato mentre in Comune sì. Forse  per via dell’identità da ricercare.  Poi mi ero illuso, come molti, che l’IdV fosse un movimento nuovo, severo nel pretendere il rispetto della legge, e l’unica formazione politica italiana, tra l’altro, aderente alla famiglia dei liberali e democratici europei. Purtroppo è un movimento strabico con molti problemi: coi liberali in Europa e con la sinistra antagonista in Italia. Le due cose non stanno insieme.  Comunque, se lo vuole sapere, non svelo nessun segreto se dico che alle elezioni politiche nazionali ho sempre scelto per il centrosinistra, nelle diverse forme in cui si è presentato di volta in volta”.
Il prossimo anno ci sono le amministrative a Parma, tornerà in corsa e con chi?
“Le elezioni sono un appuntamento importante e con Guarneri, Biacchi, Pizzigoni e altre amiche e amici porteremo il nostro contributo a un progetto di governo capace di interpretare Parma. Bisogna ridurre la distanza tra la città reale e la città che appare, uso le parole del Vescovo Solmi: <<Bisogna lavorare per dare risposte ai problemi delle famiglie, degli anziani e soprattutto dei giovani sottraendoli da una condizione di precarietà strutturale che non promette nulla di buono>>. Il presidente del Censis, De Rita, nel 2010 a Parma, ci ha detto che non si va da nessuna parte se ci si chiude nel proprio guscio credendo di essere l’ombelico del mondo. Bene l’orgoglio parmigiano ma Parma è una città di 450.000 abitanti, considerando tutta la provincia, cominciamo da lì, per programmare politiche per il progresso economico e sociale del territorio”.
Quali sono le differenze che riscontra tra il civismo di Vignali e quello di Ubaldi?
“Vignali ha una visione limitata al  mandato elettorale e gioca molto sull’immagine: civismo d’immagine. Ubaldi, personalità forte, ha una visione  di lungo respiro, più profonda, e poi è espressione del civismo popolare: è l’originale”.
Termovalorizzatore, qual è il suo parere?
“Per ora va fatto, sennò diventiamo come Napoli. In futuro è auspicabile che si possano fare scelte molto prossime all’idea dei rifiuti zero. Non mi riconosco interamente nella Gestione Corretta dei Rifiuti, anche se trovo interessante il lavoro che fanno. Però attenzione, perché un domani potrebbe uscire un’idea più corretta di quelli che  sostengono di avere la soluzione corretta ora”.
E del progetto “bocciato” della metro?
“Presa in giro dei parmigiani. Cavallo di battaglia di Vignali nelle elezioni del 2007 per il quale son stati spesi tanti soldi per nulla. Vignali poteva rinunciare anche alla metro, spiegando meglio il tradimento del mandato elettorale, ma doveva ragionare con Regione e Provincia, coinvolgendo il sistema economico locale, per tenere tutti i soldi stanziati dallo Stato – 172.000.000 di euro – a Parma per metterli in progetti per migliorare la mobilità provinciale su ferro, per ridurre il traffico quotidiano di entrata in città e le fonti d’inquinamento acustico e atmosferico”.
Che bilancio fa, invece, della sua esperienza in Provincia in questi anni?
“Positivo. Ho proposto diversi ordini del giorno e numerose interrogazioni su temi che ritengo importanti per il territorio. Da piazzale della Pace si comprende bene come le zone deboli del parmense – la montagna in particolare – hanno bisogno di politiche strutturali e risorse. L’impegno di Stato, Regione, Provincia dev’essere costante con strumenti efficaci come la leva fiscale, zone franche, per favorire gli insediamenti delle aziende, il miglioramento dei collegamenti viari e politiche contro il dissesto del territorio e lo spopolamento mantenendo servizi e lavoro. E’ auspicabile che  il federalismo fiscale in discussione in Parlamento, contenga misure per mantenere sul territorio buona parte delle risorse prodotte dallo stesso”.
Faccia dei nomi: promossi e bocciati nel centrosinistra e nel centrodestra e perché?
“Non faccio nomi, sono graduatorie che non mi appassionano. I bravi e meno bravi  sono in tutti gli schieramenti”.
Il pronostico: otto comuni al voto, come finirà?
“Sei a due…”

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette