di Stigliz, parte seconda

Tutto in una settimana. Taciturno e pacato in consiglio, un fiume in piena quando è fuori dall’aula. Lui è Gianfranco Zannoni capogruppo di Impegno per Parma, un passato Dc e un presente civico, prima con la Civiltà di Ubaldi, poi con quella di Vignali e Bigliardi. Zannoni in una settimana ha dato spettacolo, facendo parlare, e non poco, di sé. La prima sparata è arrivata a ridosso di Sant’Ilario quando col collega Bianchi ha proposto l’antidoping – test del capello – per tutti gli amministratori comunali. “Niente alcol né droghe”hanno sentenziato i due. Lodevole iniziativa. C’è un però… Il test non dev’essere obbligatorio e, soprattutto, anonimo. Non solo. Cosa faranno i pelati? Ai posteri l’ardua sentenza… Non contento, Zannoni a inizio settimana ha poi replicato le sue performance. La seconda uscita è stata una mail inviata a tutti i consiglieri di maggioranza. Per dire cosa? “Mi dimetto da capogruppo. Io non ci sto”: non ci sto a prendere su da quelli dell’Udc, alleati di maggioranza, la cui colpa è aver chiesto solo di abbassare i toni riguardo a una polemica fra il centrodestra e il caso Asp-Guarnieri, che nemmeno interessa il Comune di Parma. In effetti qualche ragione ce l’hanno i centristi, ma evidentemente la maggioranza comunale voleva nascondere la polvere sotto il tappeto e sviare l’attenzione su un’altra polemica, tutta nostrana, sui servizi sociali e la gestione delle case di cura cittadine. Stupefacente Zannoni!

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