Il primo passo verso il futuro della Tunisia è “che il premier Ghannouchi se ne vada. Il suo governo non ci appartiene”: è quanto afferma Marzouki, leader del CPR il partito della sinistra laica, rientrato in Tunisia ieri dopo due decenni di esilio. “Il popolo intero chiede la dissoluzione dell’Rcd, il partito di Ben Ali, il pilastro della dittatura”, prosegue il neurologo-scrittore, il cui partito era vietato sotto il regime di Ben Ali. Il leader del Congresso per la Repubblica non appena arrivato a Tunisi si è recato a Sidi Bouzid, dov’è scoppiata la rivolta, e ha baciato la terra dov’è sepolto Bouaziz, il giovane ambulante martire della Rivoluzione. Sulla possibilità di candidarsi il leader ha sottolineato che lo farà solo se verrà presentato dal partito e che “Le questione urgenti sono altre: restituire la sovranità al popolo, assicurare elezioni libere , trasparenti, democratiche”. E in fretta.

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