”Le riforme, come quella del Federalismo fiscale, nascono per durare negli anni e vanno al di là dei governi o delle maggioranze del momento – ha detto il ministro Calderoli che nel tardo pomeriggio ha partecipato a un vertice con Umberto Bossi e lo stato maggiore del Carroccio – Ho letto con attenzione tutte le  proposte, valutandone positivamente molte, anche tra quelle presentate dall’Italia dei Valori”. Tutto si giocherà giovedì nella cosiddetta bicameralina che dovrà approvare il decreto sul fisco comunale. L’organismo è formato da 30 parlamentari. Il centrodestra può contare su 14 voti certi e le opposizioni dispongono di 10 parlamentari del Pd e 4 del terzo polo. Decisiva la scelta dell’Italia dei Valori che ha annunciato il suo voto contrario perché secondo Di Pietro ”Questo è un federalismo che mette il cappio al collo. Un federalismo in cui si aumentano le tasse, si fa pagare di più al ceto medio e ai più deboli, non si combattono gli evasori fiscali, il Paese viene diviso, in cui, in realtà, si producono nuovi monopoli e nuovi centralismi e una spesa incontrollabile”.

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