di Marcello Frigeri

Il 25 gennaio i presidenti delle V e VI Commissioni consiliari del Comune di Parma, Giuseppe Pantano (servizi sociali) e Gianpietro Calestani (lavori pubblici), avevano convocato per il 28 una seduta congiunta per discutere sugli “aspetti sanitari relativi all’impianto inceneritore in costruzione”, cui avrebbe partecipato anche l’Associazione Gestione Corretta Rifiuti insieme ad una sfilza di dottori esperti nel campo. “Si prega la massima puntualità”, ammonivano i presidenti nella nota. Il giorno 26 gennaio, nemmeno 24 ore dopo, gli stessi presidenti si rimangiano tutto e revocano la convocazione. Non si sa bene se in stato confusionale al momento di convocarla o alla revoca, Pantano e Calestani scoprono improvvisamente che alla seduta mancherebbe il contraddittorio: a detta loro le motivazioni contra inceneritorem di Gestione Corretta Rifiuti devono essere controbilanciate da esperti pro inceneritorem, e la motivazione può anche essere plausibile, infatti è solo grazie al confronto che una ipotesi ragionata può prevalere su di un’altra. Ma com’è possibile che i due presidenti delle commissioni si accorgano dell’assenza di contraddittorio soltanto dopo averle convocate? Forse che un burattinaio-manovratore, cui non stava bene il confronto, abbia deciso per loro? Se così non fosse allora il presidente Pantano e il presidente Calestani altro non fanno che smentire se stessi: ciò che andava bene prima, a situazione non cambiata, non va più bene dopo.
Più grave ancora, a nostro parere, è stata la decisione della riunione dei capigruppo di negare la diretta televisiva (o l’accesso in comune alle telecamere) dell’incontro. Eppure il regolamento del Consiglio parla chiaro: art. 16 comma 4: Le sedute della Commissione sono pubbliche. “I cittadini possono entrare e ascoltare la Commissione”, chiarisce appunto Calestani. Ma 20 cittadini che ascoltano le parole di Gestione Corretta Rifiuti, che a differenza di Iren è un’associazione no-profit, sono l’equivalente di un piccolo gruppetto della comunità parmigiana. Centomila (100.000!) individui sintonizzati al televisore, invece, cominciano a far paura. Pare dunque che il Comune di Parma tema i suoi stessi cittadini. O meglio: teme la loro opinione.
Chi meglio, infatti, di una società bene informata e colta può giudicare l’operato dei governanti e le loro decisioni? Non è la prima volta che Parma chiede ai propri rappresentanti di dare prova della loro onestà, proponendo le dirette televisive dei Consigli Comunali. Mai, di contro, da Palazzo è giunta una chiara risposta sulla questione: sempre tentennamenti e salti carpiati di argomento.
Il consigliere Calestani è stato limpido: “a febbraio la V e la VI Commissione si riuniranno per discutere sul tema dell’inceneritore”, dopo la convocazione e l’immediata revoca, arriva dunque la promessa. Una richiesta: date una prova di coraggio e dimostrate la vostra onestà: autorizzate l’accesso delle telecamere, dimostrare ai parmigiani che non siete quei governanti che preferiscono il popolo ignorante e distaccato; dimostrate ai parmigiani che avete a cuore la loro opinione. Perché la disinformazione, si sa, è il primo potere politico. O volete forse sostenere che i cittadini non hanno il diritto di sapere?

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