Prosegue per il sedicesimo giorno la protesta al Cairo e in altre città egiziane contro il regime. Non sono bastate le parole del vicepresidente Suleiman, per convincere i manifestanti a desistere. Suleiman ha anche avvertito gli egiziani che le proteste sono “molto pericolose” e che l’alternativa al dialogo “è il colpo di Stato”. Persone vicine al governo hanno giustificato le frasi di Suleiman, affermando che non voleva minacciare il golpe militare, ma mettere in guardia dalla possibilità che gruppi islamici o altri apparati statali possano approfittare della situazione.

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