Eritrei pestati dai militari della marina italiana durante i respingimenti in Libia e l’Ambasciatore italiano a Tripoli, Francesco Trupiano, che fa finta di niente e si nega alle pressanti richieste dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite. È quanto si legge nei documenti diplomatici Usa diffusi dal sito Wikileaks e pubblicati oggi dall’Unità. In un cablogramma del 2009, l’Ambasciatore americano Cretz riferisce sull’incontro avuto con il direttore dell’Alto Commissariato dei rifugiati a Tripoli Alwash, in piena stagione di respingimenti. Quando il 1 luglio i militari intercettato un barcone con 89 persone comprese donne e bambini dopo aver visionato gli attestati rilasciati dagli uffici dell’Alto commissariato dei rifugiati delle Nazioni Unite hanno costretto picchiandoli con bastoni di plastica e di metallo a rientrare in Libia.

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