Published On: Mer, Feb 23rd, 2011

POLITICA – La manifestazione di sabato raccontata dai nostri politici

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di Maria Teresa Improta

Tutti in corteo con la Costituzione in mano. Quasi tutti. Mancano all’appello gli esponenti della maggioranza del Comune di Parma che dai Portici del grano hanno negato anche il palco per il comizio. L’iniziativa ‘Promuoviamo la Costituzione’ organizzata dal Comitato Salviamo la Costituzione ha comunque ottenuto un buon successo portando in piazza partigiani, precari, dirigenti ed adolescenti in un fiume di bandiere che da piazzale Santa Croce, passando per via Garibaldi, si è radunato nell’atrio del palazzo della Pilotta. Perché? “Perché la Carta del ’48 è il contratto sociale della nostra repubblica che – spiega Edoardo Fregoso, Storico del Diritto, avvocato ed autore di diverse pubblicazioni in materia di Storia del Diritto Costituzionale – nasce dopo una guerra civile, dopo un ventennio di dittatura. È un riaprirsi del popolo italiano alla democrazia, un passaggio dal sovrano unico alla sovranità della collettività. La Costituzione servirà agli stessi sovrani, ovvero i cittadini, per autolimitarsi. Di questa sovranità agli italiani oggi formalmente rimane tutto, praticamente poco”. Sul manifestare per la tutela della Carta costituzionale però i politici parmigiani hanno pareri discordanti. Giuseppe Pantano di Impegno per Parma, il partito della maggioranza in Comune, sostiene che “la manifestazione rappresenta una polemica assolutamente strumentale a sostenere le tesi antigovernative. Una manifestazione senza alcun fondamento in quanto la Costituzione c’è ed è rispettata anche se andrebbe cambiata per buona parte. Non ci si può appellare ad una carta che va modificata per affossare il Governo. La Costituzione va rispettata, ma non è una bibbia”.
Per la Lega invece la Costituzione “è un po’ come una bibbia”, come dichiara Zorandi, “o la si recepisce o la si allontana, un po’ come tutte le fedi. Penso alle case occupate quando in nome del diritto alla casa viene violata la proprietà privata. La Costituzione non corre pericoli, il problema è che non viene rispettata e non viene fatta rispettare ed è proprio la mancanza della certezza della pena che porta all’illegalità. In questo modo ci si priva di autorità e si legittima chi viene dall’estero a fare ciò che vuole. Oggi in Italia si fanno manifestazioni per ogni cosa e ci si attacca alla Costituzione solo quando si ha difficoltà a farsi ascoltare e si pensa di essere vittime di soprusi: questa è mancanza di rispetto”. Lorenza Dodi del PD risponde ribadendo che “il Pd ha partecipato all’evento in quanto crede sia importante difendere la Costituzione, uno dei capisaldi della vita democratica, assolutamente moderna e perfetta, non da modificare, soprattutto oggi che si sta tentando di stravolgerla”. “Non si tratta di strumentalizzazione” secondo Damiano Drago dell’Italia dei Valori “sabato infatti c’era tanta gente che non appartiene ai partiti e che era in corteo per difendere la Costituzione come baluardo di democrazia. La legge dice che il Parlamento dovrebbe lavorare al servizio dei cittadini, ma non è così e la gente lo percepisce. Tant’è che c’è una manifestazione al giorno. Il malcontento è diffuso tanta gente è in disaccordo con chi sta al comando”. Ed a proposito di mobilitazione Massimo Moine di AN afferma che “Tutti hanno diritto di manifestare è un principio inviolabile – ed aggiunge –  io però non sono un ingenuo e percepisco che il contenuto di questa iniziativa è strettamente politico. La Costituzione deve essere cambiata in quanto vecchia ed antiquata perché è ormai dal 1948 che costituisce lo strumento politico a cui l’attuale minoranza si appella per difendere i propri privilegi”. Marco Ablondi di Rifondazione Comunista non crede affatto sia così anzi per il consigliere “chi tende a calpestare i valori ed i principi della Costituzione non è degno di essere chiamato italiano ed è indegno di ricoprire ruoli istituzionali”.

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