di Stigliz, parte seconda

Insicurezza congenita. Le elezioni si avvicinano e i partiti sono pronti a riempirsi la bocca col solito desueto slogan: <<Più sicurezza per tutti>>. E mentre i politici stilano i programmi, i cittadini piangono. In aumento i furti in appartamento. Numerosi i casi registrati nelle ultime settimane. I ladri non prendono di mira più, o comunque molto meno rispetto al passato, banche e uffici postali, ma le case dei parmigiani. E con la nuova colata di cemento che sta inondando Parma i malviventi si sfregano le mani. Malviventi che tengono d’occhio i proprietari, studiano abitudini e spostamenti, per poi entrare in azione e fare razzia di soldi, gioielli e oggetti di valore. Soprattutto in periferia. E mentre le istituzioni locali cercano di arginare il fenomeno come e quando possono, quelle nazionali sembrano essersi addormentate sulle foto di Ruby e sui gossip del premier. Intanto, da circa un anno a Parma, è presente l’esercito e, a breve, partiranno le sentinelle dal basco blu: i City angels. Iniziativa lodevole, ma poco sembrano incidere le ronde sociali del nuovo millennio. Certo si aiuterà qualche povero e si darà il buon esempio, ma non servono telecamere che nessuno controlla, a parte pizzicare qualche giovane imbrattatore del Battistero. Servono agenti. Uomini delle forze dell’ordine. Investire nei settori della sicurezza. Una nuova questura senza agenti serve a poco. E che dire, invece, dei pompieri che si sobbarcano ore di straordinario per vigilare sui nostri roghi. Senza parlare delle guardie carcerarie che, anche loro, devono sobbarcarsi lavoro doppio per vigilare su detenuti che, giusto il tempo di scontare una minima pena, poi escono. Insomma, uno slogan ci vorrebbe: più sicurezza per tutti, inteso come più uomini e risorse per le forze dell’ordine. Governo avvertito, cittadino salvato.

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