Published On: Mer, Feb 23rd, 2011

SICUREZZA – Chi odia è poco furbo

Share This
Tags

di Danilo Coppe

A Jeddah, una delle principali città dell’Arabia Saudita, dove peraltro i cinema sono proibiti, la settimana scorsa, in occasione della festività di San Valentino, l’HAIA, ossia la Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, ha intimato ai commercianti di non esporre nessuna merce di colore rosso o raffigurante cuori o richiami all’amore.
Ogni anno i funzionari Haia visitano i negozi qualche giorno prima di San Valentino, dando loro istruzioni per rimuovere tutti i beni che hanno anche il minimo accenno di rosso, tra cui rose, cioccolata, carta da imballaggio e animali impagliati.
Un commesso di un negozio di souvenir ha dichiarato: “Siamo abituati a vedere i membri Haia un paio di giorni prima di San Valentino che ci dicono di mettere da parte qualsiasi oggetto di colore rosso. Minacciano anche che se vendiamo anche una sola rosa rossa o un dono, il negozio verrà chiuso e tutto il personale licenziato”. Questa la notizia. Premetto che, personalmente, sono infastidito dalla festa di San Valentino, come detesto la festa della donna, quella della mamma o del papà e tutte le altre occasioni in cui la “morale” comune ci imporrebbe di ricordarsi, solo in quel giorno, che abbiamo una compagna, un’amica, una mamma o un padre. So di fare cosa sgradita a tanti commercianti nel dire questo poiché, per molti di loro, queste feste comandate rappresentano un’entrata straordinaria per le loro casse. Tuttavia, ho premesso che è un mio giudizio personale, poiché molti potrebbero dire che è meglio ricordarsi un giorno che mai. Questo, però, è un problema più grande perlopiù per quelle persone che non hanno nessuno che durante l’anno dimostri di apprezzarle. Ma un conto è poter decidere se festeggiare la mamma, la nonna o l’amica. Un conto è che la cosa ti sia negata tramite minaccia. La vicenda di Jeddah, ignorata dai mass media italiani, rappresenta, pur nella sua banalità, un simbolo lampante su cui poggiano le grandi differenze fra “occidente” e mondo arabo/islamico. E’ il famoso nodo su cui la mitica Oriana Fallaci si era adeguatamente espressa sulla sua trilogia di libri all’indomani della strage dell’11 settembre 2001. Leggendo le agenzie estere sulla vicenda di Jeddah, da una parte verrebbe da dire: “gli Islamici sopportano certe imposizioni? Cazzi loro!”. In realtà il problema non è limitato al fatto che loro le tollerano o le sopportano. Il problema è che molti di loro le vogliono imporre al mondo intero. A Birmimgham un’inchiesta di Channel 4 ha scoperto cosa viene insegnato nella più prestigiosa scuola islamica, la Darul Uloom Islamic High School, conosciuta come la Eton musulmana, perché qui si formano i futuri leader del mondo musulmano: si insegnano l’intolleranza e il disprezzo verso gli “infedeli”. Il pensiero di avere limitazioni di carattere etico, religioso, affettivo, estetico o comportamentale nella privacy, imposti dal fanatismo, a me fa letteralmente inorridire. Il fanatismo è alla base di queste forme di imposizione che corrispondono a limitazioni della propria libertà individuale. La libertà è il bene più grande a cui devono ambire tutti gli individui. Ovviamente la propria libertà deve essere contenuta nei limiti in cui non vada a ledere la libertà o il benessere degli altri. Ma, ritornando all’esempio di Jeddah, ognuno deve poter essere libero di comprare una rosa rossa il giorno di San Valentino. Deve essere libero di pregare Gesù, Allah, Confucio, Budda oppure Odino, la Trimurti o gli dei dell’Olimpo. Deve poter scegliere se essere omo o eterosessuale o se preferire accoppiarsi con i termosifoni (l’importante è non usare mai la violenza). Deve poter scegliere se votare a destra, a sinistra, al centro o non votare. E tale libertà va rispettata da tutti. Ci si può ironizzare garbatamente sopra se la si pensa diversamente, ma sarebbe stupido odiare qualcuno perché non condivide la stessa religione, il credo politico o i gusti individuali.
Purtroppo tale stupidità è dilagante. Lo vediamo tutti i giorni: ci sono diversi tifosi del Milan che realmente odiano gli Juventini. E viceversa. Certi Livornesi odiano realmente i Pisani, peraltro ricambiati. Ci sono elettori di sinistra che odiano quelli di destra. Ci sono alcuni etero che odiano gli omosessuali. Bianchi che odiano i neri, ecc.
Odiare è veramente stupido poiché, il più delle volte, chi odia sta peggio di chi è odiato. Non se ne fa una ragione della diversità altrui. Ci elucubra sopra fino all’esaurimento nervoso.
Ci sono soggetti, facili da influenzare, che vengono indotti all’odio e tale pratica è facile che sia contagiosa. Durante il trentennio nazista, i seguaci di Hitler hanno indotto i tedeschi ad odiare gli Ebrei attraverso persuasioni politiche, religiose, razziali. La stessa cosa è successa con i Giapponesi verso i Cinesi durante la seconda guerra mondiale. Lenin e Stalin hanno insegnato al proletariato ad odiare i “padroni”. I sovrani turchi hanno indotto ad odiare gli Armeni. Arafat e i suoi, attraverso Al-Fath, hanno insegnato ad odiare gli Israeliani. Per questo hanno utilizzato spesso cortei che schieravano bambini con la fascia verde inneggiante al martirio o, in alcuni casi, anche con il finto giubbottino esplosivo da terrorista suicida.
In Italia, la propaganda fascista ha inculcato, in molti nostri concittadini, l’odio per i Tirolesi. Oggi c’è una corrente nutrita e variopinta che incita all’odio nei confronti del premier Berlusconi. Schiera bambini come testimonial, ironizza sui suoi capelli, sui suoi vizietti privati, sull’opulenza nell’acquisire case faraoniche. Agisce stimolando, ora l’invidia, ora il ribrezzo fisico, ora l’ideologia politica. Il risultato è che, anche a persone istruite, non solo quindi ai limitati mentali, è venuta voglia di scagliargli addosso statuette o progettare attentati. Alla fine chi sta peggio? I frustrati che vedono da lustri vanificati gli sforzi di “eliminare” l’uomo Berlusconi o sta peggio il premier stesso? La risposta è scontata. A chi non piace il nostro Presidente del Consiglio conviene prenderla con filosofia. Ha avuto la maggioranza dei voti. Solo il voto potrà toglierlo dal suo incarico. Purtroppo andare al voto è sempre più fonte di imbarazzo.

Displaying 1 Comments
Have Your Say
  1. Marco ha detto:

    Sembra che l’autore abbia un neanche tanto sotterraneo desiderio di selezionare i particolari della realtà araba per farne ogni volta degli articoli ad uso delle sue teorie populiste, dov’è la semplificazione e la banalizzazione il filo conduttore del discorso. Inoltre si potrebbe fare la stessa cosa con le contraddizioni e le assurdità del mondo occidentale. Ma risparmiamoci questo metodo d’analisi, non saremmo seri, suvvia.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 24-02 al 09-03-21