Sul corpo di Yara Gambirasio la polizia scientifica ha isolato due Dna, di un uomo e di una donna, e i medici legali hanno accertato che le ferite sono compatibili con due armi diverse: una tagliente, forse anche un punteruolo, e una contundente, probabilmente una pietra. Intanto dall’analisi sul polline e sulle essenze vegetali è stato possibile accertare che il corpo di Yara Gambirasio è sempre stato nel campo di Chignolo d’Isola fin dall’omicidio. Il cadavere, secondo i medici e i biologi, è stato ricoperto per almeno 25 giorni dalla neve, nell’arco di tre mesi.

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