Published On: Mer, Mar 2nd, 2011

FOCUS – La doppia faccia del Partito Democratico

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di Marcello Frigeri Non vogliono le centrali nucleari sul territorio perché troppo costose e, soprattutto, per tutelare la salute dei cittadini, ma dicono sì alla costruzione dell’inceneritore a Ugozzolo perché, azzardano, è “l’unica soluzione” allo smaltimento rifiuti. Storia di un partito, quello dei Democratici, che ha perso la bussola: esattamente un anno fa, infatti, il segretario Garbi spiegava che “sui rifiuti vorrei discutere dalla A alla Z senza eludere il problema e arrivare a soluzioni reali”; nel giugno 2010, tre mesi dopo, Gestione Corretta Rifiuti deposita in Comune un progetto, firmato da 2 ingegneri ed un chimico, in sostituzione dell’incenerimento. “Lo studio – spiega Caffagnini – è finito in un cassetto e non ne abbiamo saputo più niente”. In dicembre Garbi viene intervistato dall’Agenzia Dire, e sull’inceneritore risponde: “è assolutamente necessario”. Il 3 febbraio scorso, poi, il Partito Democratico ufficializza agli elettori la sua scelta: il termovalorizzatore è una soluzione “largamente praticata nei paesi Europei e ritenuta meno impattante dello smaltimento in discarica”, dunque “l’unica possibile”. Ecco: non vogliono il Nucleare (il 5 marzo si riuniranno a Sissa con i Verdi per motivare la scelta) perché esigono “più rispetto per la salute” , ma si piegano agli interessi di un impianto di incenerimento, nonostante le numerose denunce sull’impatto ambientale. Perché? “Il Pd con l’inceneritore ha scelto gli interessi di una azienda privata quotata in Borsa e non gli interessi dei cittadini”, raccontano dal Gcr. L’elettorato, che in tempi recenti scendeva in piazza assieme ai no-termo, è imbufalito: “avete perso un altro voto, il mio. – scrive un elettore sul sito di Parma Repubblica -Non ascoltare la voce dei cittadini, non proporre nessun serio dibattito, conferma solo che siete antidemocratici, altro che partito democratico”. Insomma, pare che in città i vertici politici di maggioranza e di opposizione abbiano già deciso per tutti: il Pai (l’inceneritore) deve essere costruito. Il sospetto, poi, è che meno se ne parli e meglio è, maggioranza e opposizione non fanno differenza. Il 28 gennaio scorso, infatti, la V e la VI delle Commissioni consiliari si sarebbero dovute riunire per discutere il tema “aspetti sanitari relativi all’impianto inceneritore in costru- zione”, argomento fortemente voluto dall’associazione no-termo. La convocazione, in tutta fretta, è stata poi revocata 24 ore prima della riunione consiliare per “mancanza di contraddittorio”, spiegano i presidenti delle Commissioni Calestani e Pantano. I gruppi consiliari avevano pure negato la diretta televisiva dell’evento: vogliono una città ignorante? E nonostante l’assessore Sassi, intervistata il 3 novembre da Zerosette, affermasse che sulla costruzione del Pai vi sono “punti oscuri ancora da chiarire”, come il costo totale dell’opera e la mancanza di un Piano Economico, ad oggi questi “punti oscuri” non sono ancora stati chiariti. È vero che Martedì 8 e venerdì 18 febbraio il sindaco Vignali, risvegliandosi da un sonno catacombale, ha inviato due lettere ad Iren, tra le altre cose chiedendo di conoscere il costo totale di costruzione (sembra strano ma a detta del sindaco è ancora un mistero) e il Piano Economico Finanziario, ma è anche vero che il vice presidente Iren è proprio Villani, con cui il sindaco ha stretti contatti. Allora perché non chiedere direttamente a lui ciò che interessa ai cittadini? Si tratta infatti di un’opera che verrà finanziata anche da denaro pubblico. Interpellata da Zerosette, la portavoce di Iren, la dottoressa Xerra, risponde: “alle domande sul Piano Economico e sulle garanzie per la salute dei cittadini, risponderemo soltanto al sindaco, è lui che ci ha posto le domande”. Ma i cittadini hanno il diritto di sapere, il Piano Economico l’avete o no? “Risponderemo soltanto al sindaco”. La domanda ai politici è: quando, invece, si daranno risposte ai parmigiani?

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