Published On: Lun, Mar 28th, 2011

FOCUS – La “rinascita Nucleare” del Governo affronta la sua crisi

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di Marcello Frigeri

Alla fine spuntano sempre le lobby ed il loro business. Le energie rinnovabili, in proporzione, costano meno, la loro costruzione richiede alcuni mesi, a differenza dei tempi biblici delle centrali, non hanno impatto ambientale e garantiscono energia nell’immediato. Allora perché scegliere la via del Nucleare? “Diciamo che ci sono gruppi influenti, non meglio definiti, che hanno interesse che non si sviluppino le fonti rinnovabili – ci spiega Jacopo Fo, figlio del celebre Nobel e attivo antinuclearista, raggiunto dai nostri microfoni -, riuscendo così a guadagnare su tutta una serie di meccanismi relativi al gas, al petrolio, al carbone. Per cui preferiscono avere la morte delle fonti rinnovabili”. La tragedia nucleare in Giappone riapre oggi un dibattito che sembrava chiuso fin dagli anni ’90, quando si dichiarò superata la tragedia di Chernobyl: l’atomo non è poi così tanto sicuro come si vorrebbe far credere. Tant’è che pure il Governo, nelle parole del Ministro Romani e della Prestigiacomo (quest’ultima riducendo il dibattito ad una mera questione di voti elettorali), ha rallentato la marcia verso il progetto Nucleare, all’indomani dei tagli dei fondi che il legislativo Berlusconi ha attuato contro il fotovoltaico (il novembre scorso). Il Consigliere Regionale Villani, crociato berlusconiano, ne è sicuro: “i detrattori del nucleare tentano di far leva sull’emotività dei cittadini”, e dunque pensano “di speculare politicamente contro il Governo per contrastare il piano nazionale di riavvio del nucleare che si sta ultimando”.  Insomma, la butta in caciara (come si può pensare, infatti, che un argomento così importante possa essere ridotto al contesto “Berlusconi sì”, “Berlusconi no”?) scordando di ricordare, però, che l’ultima parola sulla costruzione spetta comunque alle Regioni che, capitanate da Errani, hanno ben definito la loro posizione: no all’atomo. Recentemente, poi, l’istituto Fullresearch ha pubblicato una statistica sul Nucleare, interpellando un migliaio di cittadini: il 68% (7 italiani su 10) non lo vogliono. Come se non bastasse a inizio giugno partirà il referendum voluto dall’Idv per dire “no” alla costruzione di nuove centrali. Insomma, la catastrofe giapponese non ha fatto altro che ritorcersi contro il progetto nuclearista di Berlusconi e del Governo, che alla vigilia del quesito referendario temono la debacle. Ne è convinto anche Jacopo Fo: “Io credo comunque che il Governo dovrà fare marcia indietro: bloccare i finanziamenti alle fonti rinnovabili in questo momento è suicida”.
Ma lo faranno?
“Berlusconi è stato sfortunato: ha cancellato i finanziamenti di novembre e subito dopo c’è stato questo disastro planetario del Giappone: non ci può essere sicurezza su queste cose, con i disastri naturali non c’è santo che tenga”.
Una ricerca commissionata dall’Enel dice che i disastri nucleari, statisticamente, sono uno ogni 100 milioni di anni.
(ride). “Bene, abbiamo avuto 150 incidenti nucleari negli ultimi 50 anni”.
Sta dicendo che è una ricerca farlocca?
“Ci stiamo pigliando gli incidenti nucleari dei prossimi 4 miliardi di anni, veda lei. Possiamo annoverare migliaia e migliaia di morti per il Nucleare. Centrali americane hanno perso per decenni radioattività, con la causa di malformazioni e di tumori. È passato in secondo piano l’incidente in Canada, dove è stato inquinato con sostanze radioattive il lago Ontario”.
Il consigliere Regionale del Pdl Villani dice che non bisogna strumentalizzare emotivamente la tragedia in Giappone.
“Hanno detto che le centrali nucleari erano sicure, ora è stato dimostrato che le centrali non son sicure, dunque non si può parlare di strumentalizzazione emotiva, è la prova che abbiamo ragione noi. Loro giocano con il fuoco. Sono convinti che l’uomo sia in grado di controllare una cosa pericolosa come l’atomo. Infatti non dicono mai che l’atomo non sia pericoloso, ma dicono “noi siamo capaci di controllarlo”. È un ragionamento che non ha senso”.
E per quanto riguarda i costi?
“Quando si parte con una grande costruzione come una Centrale Nucleare i prezzi di partenza non si riesce mai a rispettarli”.
Dunque crescono.
“Certo, è un costo nominale che sarà destinato a crescere. Anche perché ovviamente dopo il disastro del Giappone bisognerà rivedere un paio di cose. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, si prevede che nel giro di due anni il costo tenderà ad abbassarsi, e in più daranno energia elettrica subito, non tra 11 anni. E tra 11 anni o abbiamo risolto il problema energetico o abbiamo chiuso”.
Mi faccia il calcolo del risparmio.
“Provi a pensare lei cosa è meglio: investire 1 miliardo di euro in 11 anni, oppure scegliere il fotovoltaico, che in 11 anni mi ha già prodotto milioni di Kilowatt?”.
Bisognerebbe vedere cosa costa di più.
“Dire che oggi il fotovoltaico o l’eolico costino di più del Nucleare è un modo astuto di fare i conti: è vero, oggi apparentemente costano un pochino di più, ma permettono di avere energia subito, hanno un costo di impianto certo e tempi di costruzione brevi, dunque calcolando gli interessi passivi dell’investimento di 11 anni io non avrò più la convenienza nucleare. Insomma, ci prendono per il culo”.
Anche i tempi di costruzione sono minori?
“Se vogliamo costruire una centrale fotovoltaica, in 3 mesi è già pronta”.
E L’impatto ambientale?
“Nel bilancio economico non viene mai previsto lo smaltimento delle scorie. Trattasi di migliaia di anni di smaltimento”.
Insomma, tutto è a favore delle fonti rinnovabili, ma si sceglie il Nucleare.
“Gliel’ho già detto, sono le lobby che decidono”.
I nuclearisti dicono: chi non vuole il Nucleare finge di non vedere le centrali francesi a 100 chilometri dalle nostre città.
“Non è che diminuiamo il problema se le facciamo anche noi. Convinciamo i francesi a capire che stanno facendo una cavolata”.

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