Subito le riforme per evitare che la primavera araba si espanda a macchia d’olio. I governi di Marocco e Yemen hanno annunciato l’avvio di una stagione di riforme che dovrebbe bilanciare l’equilibrio dei poteri, dando ruoli più incisivi ai rappresentanti eletti dal popolo. Il primo annuncio è arrivato dal re del Marocco, Mohammed VI, che in un discorso televisivo ha promesso una “riforma costituzionale globale” che darà in futuro più poteri al primo ministro. Poche ore dopo anche il presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, al potere da 32 anni, ha promesso di organizzare un nuovo referendum costituzionale entro la fine dell’anno, al fine di aprire la strada al regime parlamentare reclamato, dall’opposizione.

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