di Maria Teresa Improta

Carmelo La Mantia è l’unico consigliere comunale appartenente al Gruppo Misto. Dopo 36 anni trascorsi alle dipendenze del Comune di Parma scende in campo nel ’98 con Forza Italia. Lavoratore instancabile investe le sue energie in politica prima per la Giunta Ubaldi ed in seguito per l’amministrazione Vignali. L’attuale sindaco però, ammette La Mantia, lo ha deluso: “mi sono speso molto per questa Giunta. Mi sono sbagliato. Non solo io anche Ubaldi ha preso un abbaglio. Ora in consiglio siamo costretti a fare i cecchini anche perché io sono un tecnico e quando guardo una delibera, la guardo con gli occhi di un funzionario, le incongruenze mi saltano subito all’occhio e mi amareggio molto”.  Ma perché colui che era stato designato come il giovane delfino di Ubaldi, ha disatteso le aspettative dei suoi diretti sostenitori? “Questa Giunta è passata da errore in errore. La metro era una soluzione per creare, lavoro e ricchezza con risvolti positivi anche sul piano ambientale visto che si sarebbero eliminati più di 30mila passaggi di bus al giorno su quella linea. I 37 milioni di euro per i materiali rotabili c’erano, lo so bene perché all’epoca ero io il presidente della commissione lavori pubblici e trasporti, qualcuno però ha suggerito che rifiutando il progetto sarebbero arrivati dei quattrini. Ed il progetto è stato abbandonato. Oggi si mette in discussione l’inceneritore, non è privo di rischi ne siamo consapevoli, ma è un investimento per la città che paga per i rifiuti una TARSU abnorme. Entrambi i progetti comportano alcune criticità, ma credo che allo stato attuale per i cittadini lavoro e l’ambiente siano prioritari. Non si possono ripensare le cose per le quali ci si è spesi e che si erano promesse durante la campagna elettorale. In questo modo l’amministrazione perde credibilità. Adesso oltre alla metro ed al parcheggio interrato pare si voglia revocare anche il progetto del WCC (Welfare Community Center), che forse era nato per mettere mano al patrimonio Iraia. I soldi della metro che dovevano arrivare da Roma ancora non ci sono. È in atto un ricorso della Regione alla Corte Costituzionale, ma anche se questi soldi dovessero arrivare in città ne entrerebbero nelle casse comunali meno della metà. Dei 70 milioni previsti infatti, 10 milioni vanno alla società Metro Parma ora in liquidazione e 30 milioni andrebbero all’Ati di Pizzarotti”. Intanto i parmigiani protestano sotto i portici del Grano chiedendo le dimissioni del sindaco… “Il sit-in di lunedì davanti al municipio era un’azione politica dell’opposizione di scarso valore e con scarsi risultati”. Cosa succedeva in Consiglio nel frattempo? Bisognava votare il Collegio dei Revisori dei Conti dimessosi in blocco ed è stato fatto riaprendo la seduta quando i consiglieri di minoranza non erano più in aula. Perché? “In quella giornata il clima nel consiglio comunale era di contrasto, un contrasto prevenuto, non costruttivo, privo di onestà intellettuale. L’amministrazione ha voluto mostrare i muscoli anche su cose prive di urgenza come la nomina del Collegio dei revisori. Nominare presidente e vicepresidente del Collegio non era un’emergenza anche perché i vecchi revisori rimangono in carica per un mese dopo le dimissioni ed i nuovi revisori saranno come i precedenti ovvero tecnici, non poeti, quindi daranno le stesse risposte. Se la variazione di bilancio non è approvabile perché viola il patto di stabilità, non è approvabile. Si è trattato di un’opera di forza stupida. Tremendamente stupida”. In più nella stessa giornata si è scelto di usare, l’unico capitale che il Comune di Parma possiede, le azioni Iren, per salvare il bilancio di Stt e di Parma Infrastrutture. “Sì è così. Abbiamo solo quelle, non abbiamo patrimonio vendibile. Adesso rimane da vendere solo il cimitero e il palazzo del Governatore. Intanto continuiamo ad anticipare soldi allo Stato per la costruzione della nuova Questura. Ma quali sono i benefici per la collettività? Fosse per me andrei avanti solo con i progetti in stato avanzato di realizzazione. Il resto lo congelerei. Poi più che STT a me fa paura Parma Infrastrutture in quanto a questa società viene trasferita la gestione degli appalti di infrastrutture e manutenzioni. Quindi Parma Infrastrutture deciderà e noi tutti pagheremo”. Con questo trasferimento però lo stipendio dei dipendenti Stt non sarà più a rischio? “I rischi per i dipendenti rimangono uguali perché non ci sono liquidità. Il Comune non onora i contratti di servizio  vigenti con le partecipate: non paga. Come possono allora pagare i propri dipendenti le partecipate visto che le banche non continueranno a finanziarle all’infinito?” Allora come sarebbe giusto procedere? “Personalmente credo sia arrivata l’ora di chiudere questa parentesi politica deludente. Dal ’99 ad oggi… mi assale un po’ di tristezza, ma sono contento di aver lavorato per la città”.

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