Published On: Mer, Mar 9th, 2011

POLITICA – Mantelli: “Vignali e Ubaldi hanno sbagliato fin dall’inizio”

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di Maria Teresa Improta

Carla Mantelli attivissima consigliera del PD racconta a Zerosette le origini dell’indebitamento del Comune, le prospettive del partito ed il perché i democratici parmigiani difendono il progetto del termovalorizzatore di Enìa/Iren.
Cosa sta succedendo in Comune?
“Quello che sta succedendo è molto semplice stanno venendo al pettine i nodi di un’impostazione politica messa in atto dalla prima e dalla seconda amministrazione Ubaldi. Un progetto politico basato su un’idea di città sbagliata. Un progetto politico megalomane, che non era commisurato alla città di Parma, una città medio- piccola, ma ad una metropoli.  Si è voluto strafare. Sono stati messi in piedi una serie di investimenti senza avere i soldi perché si è confidato nel mercato che avrebbe permesso di recuperare gli investimenti. Si è confidato su una serie di persone come Costa ai quali si è data carta bianca. Adesso emergono con violenza i risultati di questo progetto insostenibile”.
L’amministrazione è consapevole di ciò?
“I consiglieri di maggioranza si giustificano dicendo che i progetti sono partiti nel 2003, nel 2006 e quindi non è colpa di questa amministrazione come se si potessero slegare le due amministrazioni precedenti da questa, ma non si possono slegare perché è stato un unico gruppo politico che ha portato avanti queste idee. Questa amministrazione è la logica conseguenza delle precedenti. Oggi Vignali si trova a dover tornare indietro. Ogni giorno è costretto a dire che non è possibile fare tutto quello che era stato messo in piedi. Ma il tutto era stato concepito non da Ubaldi, ma da Ubaldi con Vignali, con Buzzi, con Frateschi, con Costa”.
Qualora il Pd dovesse vincere le elezioni si troverebbe a dover fronteggiare una pesante situazione debitoria e far progredire progetti già avviati. Come agirebbe?
“La situazione creata da questa amministrazione non sarebbe facile da gestire per qualunque Giunta andasse al governo della città. Noi ci ritroveremmo a reimpostare le cose. Sicuramente bloccheremmo alcune cose e cercheremmo di recuperare il senso della realtà, ripartendo da un’idea reale di quella che è la città e di quello che si può permettere. Questa sarebbe l’impostazione generale. Bisognerebbe stabilire delle priorità ed i temi prioritari sarebbero innanzitutto il trasporto pubblico, il blocco della cementificazione e la trasparenza dei bilanci”.
Per recuperare liquidità o si riducono i servizi o si aumentano le tasse. Cosa fareste?
“Si valuterebbe il da farsi sulla base di ciò che la legge consente di fare. Sicuramente manterremmo fermo il livello dei servizi che non può assolutamente essere abbassato. C’è sempre l’idea che alle scelte sbagliate dei grandi politici dei grandi manager devono porre rimedio i cittadini pagando più tasse. Questo va evitato”.
Punterete anche sull’inceneritore?
“Preferisco chiamarlo termovalorizzatore. Un inceneritore brucia e basta, un termovalorizzatore recupera energia dal bruciare, sono due concetti diversi. Questa scelta è stata fatta in Comune cinque anni fa e noi, come gruppi Margherita e Ds, l’abbiamo sostenuta. La provincia ha poi dato l’autorizzazione ambientale e nel 2008 è tutto finito. Sono scelte già fatte ed il PD oggi ritiene che questo impianto sia necessario.  Non si possono più mandare i rifiuti in altre città. In Emilia Romagna ci sono otto termovalorizzatori e sarebbero già sufficienti per tutti. I problemi però sono due: la legge dice che sui rifiuti ogni Provincia deve essere autosufficiente e poi gli altri territori non vogliono inquinare di più per smaltire i rifiuti delle altre province. Ubaldi non ha voluto risolvere il problema quando ha chiuso il Cornocchio. Doveva andare avanti facendo un altro impianto invece di aspettare. Non ci sono soluzioni alternative per la mole di rifiuti che produce Parma, mi fido di quello che dicono i tecnici. Poi mi auguro che tra 20 anni potremo iniziare a spegnere gli inceneritori, però attualmente non vedo altre opzioni. Ovviamente non fa bene alla salute avere una struttura del genere in città come non fa bene avere l’autostrada, come non fanno bene le industrie, ma c’è un monitoraggio costante e trasparente che attua l’Arpa attraverso il sito Moniter ed i dati non sono allarmanti”.
Non avete paura di perdere elettori appoggiando il progetto del termovalorizzatore?
“Certo, ma le scelte bisogna farle. Tutti quelli che vogliono degli impianti si trovano un sacco di gente contro. È una scelta difficile, ha degli aspetti di impopolarità. Se la gente ci ragiona forse però capirà le buone ragioni di questa scelta. I politici penso debbano pensare al bene comune prima che alle elezioni”.

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