di Maria Teresa Improta

Tra la gioia dei commercianti e dei visitatori la vela futuristica di piazza Ghiaia riapre al mercato bisettimanale. Un’occasione che invita la città a riflettere sull’economia parmigiana al dettaglio. Con l’assessore al Commercio del Comune di Parma Paolo Zoni parliamo della situazione attuale dei negozianti parmigiani paragonata alla crisi.
Le bancarelle sono tornate in Ghiaia ed in Pilotta. Come va il commercio nel quartiere?
“Per il quartiere sono stati anni di difficoltà. L’insediamento dei lavori e la permanenza del cantiere avevano soffocato il commercio in Ghiaia che ricomincia a respirare solo da pochi mesi a questa parte. Con il lancio del mercato bisettimanale i risultati registrati sono più che positivi, ma già dal mese di dicembre il comparto era stato rianimato dai tre eventi mercatali che hanno data speranza e vigore ai commercianti della zona. Devo dire che il commercio in questo polo, tenendo conto della crisi globale, sta reagendo abbastanza bene. La soddisfazione è grande. Lo si legge nei sorrisi degli operatori storici della piazza e degli ambulanti. Il dato più interessante è che la riapertura del mercato in piazza Ghiaia non ha avuto alcun impatto negativo con gli altri mercatini. Il mercato agricolo di via Imbriani era comunque affollato come sempre, ciò significa che il potenziale commerciale della città è comunque alto”.
In questi anni quali strumenti ha utilizzato l’amministrazione per aiutare boxisti e commercianti di piazza Ghiaia?
“Per limiti imposti dalla legge il Comune è stato impossibilitato ad erogare aiuti diretti ai commercianti. Il comporta della Ghiaia è stato comunque defiscalizzato, sono state abbattute le spese per i rifiuti, l’Ici ed il pagamento dell’occupazione di suolo pubblico. Con la riduzione di questi costi abbiamo provato ad essere solidali con i commercianti del quartiere”.
Sarà avviato un tavolo di lavoro per valorizzare il patrimonio artistico della piazza: in cosa consisteranno le azioni che saranno programmate insieme alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici?
“L’iniziativa è frutto di un incontro tenutosi in Regione il 3 marzo con l’architetto Carla Di Francesco in cui abbiamo dato la disponibilità a stilare in maniera congiunta nuove linee che possano rilanciare il patrimonio artistico e culturale della Pilotta. Innanzitutto ampliando la possibilità di accesso ai musei.
La Direzione Regionale ha così acconsentito all’utilizzo temporaneo della piazza per il mercato bisettimanale grazie al nostro impegno nel sostegno del comparto museale. Nelle aree di via Romagnosi sarà così valorizzato soprattutto il valore monumentale. In linea con queste iniziative stiamo pensando anche di avviare al giovedì un mercato dell’antiquariato sotto le vele”.
In generale può spiegarci come sta reagendo alla crisi il commercio in città?
“La piazza di Parma è ancora appetibile. In alcuni indicatori economici siamo secondi solo alla città di Milano. Grandi marchi nazionali ed internazionali continuano ad investire ed insediarsi nel nostro territorio interessandosi sempre più al centro storico ducale. Gli spazi lasciati vuoti in pieno centro sono stati immediatamente rimpiazzati: penso a Zara ad H&M”.
Quali strategie sono state attuate per aiutare i piccoli commercianti in questo momento di difficoltà?
“La nostra strategia è partita dal collegare in rete i piccoli commercianti attraverso i centri commerciali naturali. In seguito con la Family Card abbiamo cercato di legare i cittadini al centro storico”.
Le aperture domenicali effettivamente incentivano il commercio?
“Nel perimetro della città d’arte per gli operatori la scelta di aprire la propria attività o meno nei giorni festivi è libera. Sicuramente costituisce un’opportunità in più per i negozianti che aumentano il proprio potenziale di vendita”.
Via Traversetolo ed ex Battistero, sembra che la giunta stia favorendo i centri commerciali a scapito dei commercianti del centro storico. Lei cosa ne pensa?
“Non credo sia così. Il centro storico ed il centro commerciale rispondono a bisogni diversi, offrono servizi diversi. Penso che contrastare l’avanzata dei centri commerciali sarebbe antistorico e che comunque non si svilupperanno all’infinito perché il mercato non lo richiede”.
Che impatto hanno le politiche di viabilità sul commercio del centro storico?
“La viabilità influenza il commercio sì. Infatti noi abbiamo aperto i varchi alla domenica mattina anche per venire incontro ai commercianti”.
Crede che l’aumento del prezzo di bus e parcheggi influenzi il commercio nel centro storico?
“Non è il prezzo di bus e parcheggi ad influenzare il commercio, ma l’aumento dei prezzi generalizzato. A questo aumento purtroppo vediamo non rispondere un aumento dei redditi: questa è la vera causa della riduzione dei consumi”.

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