Sì alla “no-fly zone” o a una misura simile, no a soldati stranieri in Libia: è quanto ha chiesto Jalil il presidente del Consiglio nazionale dei ribelli libici costituitosi a Bengasi affermando di sperare che “sia dichiarata una zona di interdizione al volo o una misura simile, che impedisca a Gheddafi di uccidere la nostra gente”. Il Governo transitorio dei ribelli rimarrà in carica “fino a quando Gheddafi cadrà e la gente potrà scegliere liberamente il suo leader”. Per creare un nuovo Stato democratico “dobbiamo elaborare una nuova Costituzione, che rispetti i diritti umani e le libertà religiose”. Per Jalil in Libia non è in corso una “guerra civile”: “I ribelli tentano di liberare il loro Paese dal regime. Combattiamo contro l’esercito di Gheddafi, non contro il popolo”. Intanto la Russia ha bloccato la vendita di armi alla Libia, sospendendo i contratti con Gheddafi.

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