Published On: Mer, Mar 2nd, 2011

SICUREZZA – Anschluss libica

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di Danilo Coppe

Tutti si aspettano che altri facciano qualcosa per la crisi in Libia. Ma che cavolo si può fare e, soprattutto, chi lo può fare? L’ONU? In teoria sarebbe proprio questo organismo mondiale ad essere deputato a vigilare affinché le trasformazioni politiche non si trasformino in un bagno di sangue. In realtà, e la storia del Rwanda ne fu una triste conferma, prima di riuscire a muovere i Caschi Blu, con adeguate regole di ingaggio, gli iter burocratici da risolvere sono tanti e tali che alla fine è troppo tardi per intervenire in modo efficace. Quindi non aspettiamoci nulla dall’Onu. Lasciare che la “natura” faccia il suo corso? Temo finirà così. Ma il rischio, peraltro presente anche in Egitto, è che chiunque abbia un minimo di organizzazione prenda poi il potere in modo non esattamente “democratico”. Mi spiego. Al Quaeda sta già simpatizzando per i ribelli libici. Ciò vuol dire che, a crisi finita, se gli integralisti islamici saranno l’unica entità costituita anti-Gheddafi, è probabile che diventino una guida per il Paese. I “fratelli Mussulmani”, in Egitto, non hanno ancora dato l’idea di essere sospinti dall’integralismo, ma il passo è comunque breve. Cosa può succedere entro un lustro? Che tutta la costa Nord Africana rischia di diventare la culla del talebanismo ad un tiro di schioppo dalle nostre coste.

L’opposizione politica in Italia, tanto per cambiare, critica il premier, prima perché non telefona all’assediato Gheddafi, poi perché gli telefona tardi. In sostanza lo accusa di non far nulla. Con i mezzi politici a disposizione, l’Italia non potrebbe in effetti fare nulla, così come anche l’intera Europa. Eppure, qualcosa di drastico è possibile fare. Certo ci vogliono dei testicoli corrazzati e una buona dose di intraprendenza.

La soluzione quale sarebbe? Io ne vedo una sola ma è colpa dei miei limiti culturali. Comunque l’unica strada che vedo trae ispirazione da un vocabolo che evoca tristi momenti: anschluss. Con questo vocabolo, che significa “annessione”, la Germania di Hitler fece sua l’Austria senza colpo ferire nel 1938, agli albori della tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Ci fu una sorta di referendum pilotato che rese ufficiale la volontà degli Austriaci di farsi annettere, che comunque rivelò un mezzo plebiscito a favore dell’unificazione. Comunque non fu sparato un solo colpo di Mauser. Certo lì fu facile perche gli Austriaci erano letteralmente terrorizzati dai Germanici.

La mia proposta è quella di annettere pacificamente la Libia all’Italia. In comune con la anschluss del 1938, ci sarebbe solo il fatto di non sparare un colpo di Beretta. Per il resto pensateci: la Libia era una nostra colonia ma i libici (abitanti) non hanno serbato alcun rancore. Anzi. Vedono l’Italia come un miraggio di benessere e democrazia. Tutte le infrastrutture costruite dagli Italiani durante l’era coloniale sono tutt’ora le uniche funzionanti in Libia. Le nostre imprese hanno continuato, anche dopo la fine della guerra, a operare in Libia senza problemi di rappresaglie.

Come Italiani, abbiamo perso tutte le nostre colonie, a differenza delle altre Nazioni europee, per un motivo sostanziale: non siamo profondamente cattivi. L’Inghilterra fece il Commonwealth, grazie ad un modello politico geniale ma anche e soprattutto grazie ad una cattiveria inaudita verso le popolazioni sottomesse. Le divise rosse inglesi erano da considerare sacre pena l’immediata impiccagione e confisca dei beni. Stessa cosa per le colonie francesi, spagnole, olandesi e addirittura portoghesi. Noi, quando conquistavamo, ci comportavamo da fratelli maggiori. Va bene, c’è stato qualche episodio cruento, come quando abbiamo sganciato qualche bomba al gas, ma è evidente che storicamente non abbiamo mai seminato il terrore. La dimostrazione di ciò la si vede anche andando in vacanza in Grecia. La nazione a cui dovevamo “spezzare le reni”, in realtà ci ha perdonato subito ed oggi è in voga anche il detto “due facce un cuore”.

Io sono certo che se fosse possibile fare un referendum sull’annessione all’Italia, i Libici, voterebbero a favore compatti. Ci pensate? Invece di far venire i Libici in Italia portiamo l’Italia in Libia. I pro: pacificazione definitiva di una nazione; sviluppi commerciali inimmaginabili per tutte le attività imprenditoriali italiane e libiche; creazione REALE di milioni di posti di lavoro; impedimento del proliferare del talebanismo nel Nord Africa, presenza di “Occidente gradito” in mezzo a nazioni “orientaleggianti”; tenuta “in casa” delle quote Unicredit, Eni, Fiat, Juventus (!), Finmeccanica, Impregilo, ecc.

I contro: l’invidia dei vicini europei per il fatto di creare una Eldorado italiana; lo sconcerto dell’opposizione politica italiana; rischio di esportazione della mafia in Libia e, soprattutto, pepe negli occhi alle Sette Sorelle del Petrolio Mondiale che perderebbero uno dei clienti più coglionamente succubi dei capricci del mercato del greggio.

Modalità dell’operazione: mandare due o tre navi da guerra con il giusto pretesto di evitare l’invasione di profughi sulle nostre coste. Attracco alle coste libiche di un contingente diplomatico armato di bandiera bianca che prenda contatto con i ribelli. Offerta di aiuto e proposta di annessione all’Italia. Promessa per Gheddafi di esilio dorato a patto si levi di torno.

Fantapolitica? Mah! Tentar non nuoce. Certo, come detto, ci vorrebbero politici con le palle corrazzate.

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