Il governo siriano potrebbe dimettersi martedì. Lo riferisce la rete televisiva al Arabiya. Secondo fonti ufficiali il partito Baath al potere ha già deciso di abolire le leggi di emergenza in vigore dal 1963 per placare le proteste della popolazione che chiede più libertà, rilascio dei prigionieri politici e lotta alla corruzione. L’intervento dei soldati, giunti a bordo di convogli di camion, ha messo per il momento fine alle manifestazioni in cui secondo amnesty international in una settimana sono state uccise 55 persone dalle forze di sicurezza. Intanto, gli Stati Uniti non intendono intervenire in Siria, nel modo con cui sono intervenuti in Libia anche perché come sostiene il ministro Tremonti: “In Siria non c’è petrolio e la voglia d’intervento è quindi più modesta”

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