Published On: Mar, Apr 26th, 2011

CITTA’ – Sindaci sceriffi: legge e giustizia non sono la stessa cosa

Share This
Tags

di Michele Panariello

Premesso che ogni cittadino desidera vivere la sua città come un luogo sufficientemente sicuro, adeguatamente regolato e controllato, un luogo dove poter uscire tranquillamente la sera senza paura di essere aggrediti, molestati o rapinati. Premesso tutto questo, è successo che proprio in materia di sicurezza i giudici della Corte costituzionale hanno azzerato l’intero sistema di ordinanze in materia di degrado urbano approntato dall’Amministrazione sulla scorta della Carta di Parma sottoscritta il 18 aprile 2008 da quindici sindaci con a capo proprio il sindaco del capoluogo parmigiano Pietro Vignali. Dispositivo bocciato. La replica dell’assessore comunale alla Sicurezza Fabio Fecci è in una nota non affidata agli organi di stampa ma letta platealmente davanti al municipio, alla presenza del comandante dei vigili urbani e circondato dagli uomini del Nucleo Sicurezza. Fecci bolla la sentenza come “sbagliata” e parla di un “passo indietro su cui valuteremo possibili accorgimenti” e arriva persino a minacciare le dimissioni. Il dispositivo bocciato cosa prevedeva? Si trattava di un sistema di divieti piuttosto complesso e articolato che andava dall’accattonaggio molesto, alle lucciole passando dalla chiusura dei locali alle 21, il consumo di alcolici in piazza Matteotti e piazza Inzani, il bivacco abusivo, la vendita degli alcolici per gli artigiani dopo le 21, il sovraffollamento degli edifici, gli atti vandalici, gli schiamazzi, il consumo di stupefacenti, il degrado urbano e quello degli edifici. Perché la stroncatura? Prima di vedere nei meriti la questione facciamo alcune speculazioni di natura pratica. Cicerone ci ha insegnato che la legge e la giustizia non sono per niente la stessa cosa. Sono due concetti che al più si possono sovrapporre. L’esperienza ci insegna che una ridondanza di norme e regolamenti non garantisce una determinazione della giustizia. Anzi a volte è vero il contrario. Summus ius summa iniuria diceva appunto il celebra filosofo e avvocato romano. Insomma, un tessuto moderno e civile non si distingue per la quantità di leggi ma dalla qualità della sua giustizia. In soldoni: non è detto che i sindaci sceriffo siano in grado di garantire legalità e giustizia e dunque sicurezza del territorio. Qual è il problema allora? E come la Consulta lo ha isolato. La sentenza della Corte costituzionale (n. 115/2011) dichiara illegittima la norma laddove consente al sindaco, in quanto ufficiale del Governo di adottare provvedimenti a “contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato”, per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di “contingibilità e urgenza”. La norma del pacchetto sicurezza come riporta il sito Cassazione.net, viene dichiarata incostituzionale perché è molto indeterminata e non rispetta il principio di legalità sostanziale, posto alla base dello Stato di diritto. Significa che i sindaci possono emanare ordinanze di ordinaria amministrazione con una discrezionalità senza limiti. Può succedere ad esempio, come è successo nel Comune di Selvazzano Dentro, in provincia dei Padova, che un provvedimento anti-mendicanti prevedesse la confisca del denaro raccolto in violazione del divieto di accattonaggio. Insomma un dispositivo troppo indeterminato può scivolare verso una devoluzione giuridica troppo sbilanciata verso il giustizialismo. Se a questo si aggiunge il fondamentalismo ideologico, l’etnocentrismo, le paure indotte ad hoc da una politica populista ecco che, forse è meglio lasciare che la giustizia sia amministrata da specialisti e non da amministratori-sceriffo. Ecco dunque la necessità di una valida base legislativa unitaria la quale ha lo scopo di garantire l’imparzialità della pubblica amministrazione e il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (art. 3 della Costituzione). Quest’ultimo principio viene violato in quanto gli stessi comportamenti potrebbero essere ritenuti variamente leciti o meno a seconda delle numerose frazioni del territorio nazionale. Cioè: due mendicanti a parità di reato potrebbero ricevere disparità di trattamento solo perché si trovano in due zone diverse del territorio. Va bene dunque l’impegno dell’Amministrazione sul versante della sicurezza ma stiamo attenti a non incorrere nell’errore delle paure indotte, nelle paure che costruiscono confini, che erigono barricate, quelle che ci fanno percepire un forte senso di “insicurezza” contro gli “invasori”. In un complesso e articolato tessuto urbano come la città di Parma l’imperativo è riuscire a trovare il giusto equilibrio fra integrazione, legalità, diritto e sicurezza.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette