di Sara Terenziani

Dita incrociate. Ecco come si preparano tradizionalmente i parmigiani all’avvento della Pasqua. Sì perché nonostante la crisi, la gita fuori porta è un classico difficilmente rinunciabile. Destinazione mare. Il primo sole, il primo bikini, le prime passeggiate sul bagnasciuga. E gli scongiuri aumentano. Solitamente, in questo periodo il meteo tradisce e disillude. Rispolverati i rituali contro il maltempo, si sbeffeggia anche la crisi economica. Le vacanze si accorciano, al massimo due giorni, ma sono irrinunciabili. Cresce la domanda degli appartamenti in affitto magari da dividere con gli amici. La Liguria resta la meta più gettonata per la sua vicinanza con varie città metropolitane. Tra Alassio (+77%), Varazze (+58%) e Chiavari (+53%) spicca anche l’intramontabile Forte dei Marmi (+53%). Seguono poco distanti il litorale romano e la Riviera Romagnola. Le Autostrade italiane sono dunque pronte per accogliere le folle di automobili, camper e moto. E ancora dita incrociate sperando di non restare troppe ore in coda. Del resto le vacanze di Pasqua rappresentano l’ultima sospensione prima dell’arrivo di quelle estive. Le scuole chiuderanno a partire da mercoledì 20 aprile per riaprire definitivamente giovedì 28 giugno. E chi resta a casa sfrutterà gli spazi aperti, parchi, aree attrezzate o semplicemente il giardino del vicino per ripiegare sul tradizionale pranzo “casalingo”. Una scelta più che mai obbligata. Come ha rilevato la Federconsumatori, il risparmio di chi mangerà a casa sarà pari a 227,22 euro, una somma che non lascia certo indifferenti. Considerando un menù ricco, che comprende antipasti e affettati, un primo a base di pasta al forno e un secondo di agnello, con contorni, frutta, dolce e bevande varie, pranzare a casa costerà circa 26,13 euro a persona, per una spesa complessiva (considerando una famiglia composta da genitori, due figli e due nonni) di 156,78 euro (il 6 % in più rispetto al 2010). Al ristorante, invece, con un menu simile, si può spendere fino a 64 euro a persona, pari a 384 euro per tutta la famiglia. L’alternativa? Il pranzo al sacco. A questo punto non resta che scegliere.

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