di Maria Teresa Improta

Inevitabile la presa di coscienza da parte dell’amministrazione comunale. Una soluzione tempestiva era indispensabile. ParmaInfanzia, al 51% di proprietà della cooperativa sociale Pro.Ges, che ad oggi ha in carico più di 900 posti non può più crearne di nuovi, anzi è già andata oltre, come ha segnalato l’Autorità di vigilanza dei Servizi pubblici. Il Comune non ha ad oggi le liquidità per potenziare i servizi all’infanzia visto che, come afferma l’assessore Bernini, “dal 2006 non arrivano più finanziamenti per l’infanzia da parte del ministero della pubblica istruzione” e la realizzazione di nuovi posti bimbo ha dei costi enormi. Lo conferma il presidente della Proges Antonio Costantino: “per far nascere 162 nuovi posti a San Prospero abbiamo speso più di 3 milioni di euro”. Allora l’amministrazione cosa fa? Regala il diritto di superficie su alcune proprietà del Comune di Parma ad un privato, da individuare tramite un bando europeo, al quale delega l’educazione di alcuni fanciulli parmigiani, 341 per l’esattezza. Le proprietà affidate al futuro vincitore della gara d’appalto sono l’area dell’istituto “Mille Colori” di via Fratelli Bandiera ed un’area a Corcagnano dove il Comune dichiara che “ParmaZeroSei realizzerà un nuovo nido e una nuova scuola d’infanzia con 134 posti”. La Spa degli asili inoltre subentrerà all’allargamento della struttura di Fognano con il reperimento di altre 43 unità che, sommate alle 134 di Corcagnano, faranno incrementare la capienza degli asili parmigiani di 177 posti. Diritto di superficie in cambio di posti bimbo. Questa la dinamica spicciola di ParmaZerosei Spa di cui il Comune è proprietario al 49%. Salvata la proprietà, almeno in parte, restano i dipendenti: tutti fuori, tutti nuovi. Le tate comunali andranno a colmare i deficit di organico in altre strutture per l’infanzia per far risparmiare l’amministrazione in supplenze ed altri servizi. Una sorta di trasferimento interno che dovrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, almeno in teoria. I sindacati si sono ribellati a questa scelta dichiarando “lo stato di agitazione” ed anche i genitori in consiglio comunale hanno fortemente contestato ParmaZeroSei. “A dicembre, in virtù della continuità didattica ed ignara di tutto ciò, – dichiara una mamma dell’asilo ‘Mille Colori’ – ho iscritto nuovamente mio figlio nella stessa scuola. Adesso i nostri bambini a settembre, entreranno invece in un asilo in cui non conoscono nessuno se non le pareti. Siamo agghiacciati da questa politica”. L’assessore Bernini non approva queste proteste e sottolineando che l’operazione è volta alla creazione di nuovi posti si chiede “dov’è finita la solidarietà? Dov’è la solidarietà civile? Ci sono più di 300 bambini in lista d’attesa, non si pensa al disagio di queste famiglie? Bisognerebbe venirsi incontro. Quando fu istituita ParmaInfanzia dovette intervenire la Digos per placare gli animi. Oggi nelle strutture gestite dalla stessa ParmaInfanzia registriamo, con le indagini sul gradimento, il 93% di utenti soddisfatti e molto soddisfatti, quindi ripercorro la stessa esperienza. Non abbiamo paura dei privati, al bando parteciperanno professionisti provenienti da tutta Europa e stiamo parlando di professionisti nella gestione dell’educazione, non di autotrasportatori”. Anche l’opposizione dichiara di non temere l’intervento dei privati, che comunque nel caso di ParmaZeroSei Spa sarebbe un mix pubblico-privato, ciò che viene criticato afferma Pagliari del PD “è l’affidare il ruolo di gestore al privato, perché se il Comune non è anche gestore, il ruolo di controllore non può essere svolto con dovizia in quanto vengono a mancare le professionalità per valutare l’operato dell’azienda. Tutto ciò sembra essere un artefatto per compiere la posa della prima pietra in campagna elettorale”. “Il rischio – continua Carla Mantelli consigliera del Pd – è che nel tempo il Comune perda la cultura dell’infanzia. Inoltre il fatto che il tutto sia stato approvato senza il coinvolgimento della città e delle famiglie non è affatto apprezzabile”. Polemiche a parte il prossimo l’anno accademico, piaccia o non piaccia, per i bambini della città ducale avrà un nuovo partner: ParmaZeroSei. Il 60% delle strutture sarà ancora gestito dal Comune, il 10% dai privati convenzionati ed il restante 30% sarà ripartito tra ParmaInfanzia e la neonata Spa.

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