Published On: Lun, Apr 11th, 2011

Immigrazione: soluzioni facili solo a parole

Share This
Tags

di Sara Terenziani

Doverosa è l’accoglienza temporanea di persone che fuggono da una guerra. Ma doveroso è anche il rispetto delle regole. Accoglienza per i profughi, rimpatrio per i clandestini. Gli altri devono essere rimandati a casa. Niente demagogia, solo un’esigenza forte e una necessità immediata per un paese in difficoltà ogni giorno tra disoccupazione, criminalità, crisi finanziare, emergenze ambientali. Facile da dirsi. Evidentemente difficile da attuare. In appena tre mesi gli immigrati sbarcati sulle coste italiane sono triplicati rispetto a tutto il 2010. A Lampedusa dal 1° gennaio sono arrivati 11.285 clandestini, per una media di 130 arrivi al giorno. E le previsioni per i prossimi mesi sono nere: 50 mila immigrati entro l’inverno, 12 volte in più rispetto all’anno precedente. Sono solo alcuni dei numeri ufficiali forniti dal ministro dell’Interno Roberto Maroni al question time alla Camera di alcuni giorni fa. Nel frattempo le proposte per trovare una soluzione al problema si sprecano, dall’una e dall’altra parte politica. Dal “fora da i bal” di Bossi, alla disponibilità per un’accoglienza immediata di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino. La soluzione più reale però sembra  la possibilità di concedere permessi temporanei che permetterebbe la libera circolazione nello spazio Schenghen, rivolti in particolare agli immigrati sbarcati dalla Tunisia, nella convinzione che lasceranno l’Italia per ricongiungersi ai familiari in Francia e Germania; una sorta di pressing sull’Europa per condividere con l’Italia il peso dell’emergenza.
L’Europa fino ad ora ha declinato ogni responsabilità con nonchalance. Così sotto i riflettori è finita Marine Le Pen, una dei pochi politici europei a prendere una posizione netta. La leader del Fronte nazionale francese, che nelle ultime settimane sta accrescendo il consenso politico ai danni del presidente Sarkozy, ha proposto che gli immigrati vengano intercettati e rifocillati in mare aperto e poi respinti ai paesi d’origine. Ha criticato l’inefficacia dell’Europa, in particolare del Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, ndr) e ha invocato il ripristino degli accordi bilaterali, Francia-Italia in primis, che consenta l’impiego di unità delle Marine dei due paesi per respingere i barconi degli immigrati al largo delle coste, il ripristino dei controlli alle frontiere tra i due paesi, come previsto dell’articolo 2.2 dell’accordo di Schengen e la garanzia di pene severe per gli organizzatori del traffico di immigrati. Proposte di una destra estrema che fa paura. Ma dall’Europa quali altre risposte sono arrivate? D’altronde chi rimane ha diritto di farlo nel migliore dei modi. Casa e lavoro prima di tutto. Non si può accogliere nella consapevolezza di non poter offrire la certezza di un futuro dignitoso. L’emergenza è in essere. La soluzione serve subito. Poi chissà che imparando dagli errori il Governo, le Regioni, le Province e i Comuni per le competenze legate al territorio si mettano finalmente a concretizzare una politica immigratoria fatta di troppi “ma” e di troppi “se”. E chissà che l’Europa non inizi a svegliarsi.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-12-20




Video Zerosette