Il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh si è detto pronto ad andare, in base al piano dei Paesi del Golfo, ”nell’ambito della Costituzione”. Ma l’opposizione non ci sta, perché teme che gli venga garantita una qualche forma di immunità. Dopo oltre due mesi di massicce manifestazioni a Sanaa e nelle principali città del Paese, oltre cento morti e un alto numero di feriti in violenti scontri con la polizia e con le forze di sicurezza, sembra tuttavia profilarsi una schiarita con le dichiarazioni provenienti dall’ufficio di Saleh che danno “il benvenuto agli sforzi dei fratelli del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg, formato da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Kuwait), per uscire dalla crisi in Yemen’.

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