Published On: Lun, Mag 9th, 2011

Ancora lacrime a Ground Zero

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di Sara Terenziani

Ancora lacrime a Ground Zero. Ma questa volta sono lacrime di gioia. “Giustizia è fatta” sono queste alcune delle parole usate dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama quando in piena notte ha annunciato la morte di Osama Bin Laden. E allora giù tutti in piazza come se si fosse vinta la Coppa del Mondo di calcio. Bandiere, striscioni, macchine a clacson spianato. La reazione degli americani e di gran parte del mondo  politico e civile internazionale fa riflettere sugli accadimenti storici degli ultimi 10 anni. In pochi hanno rinnegato un’uccisione che poteva essere una pena capitale. Addirittura il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha accolto con favore la morte di Osama Bin Laden, sottolineando che si tratta di ”un punto di svolta” nella lotta al terrorismo. La Chiesa ha alzato una voce, nemmeno troppo forte, per dire che non si fa: “Non si applaude alla morte di un uomo”. Un passo avanti nella lotta al terrorismo o un passo indietro rispetto alla democrazia? Le opinioni sono sbocciate fiorenti rimbalzando tra giornali, tv e radio. Come ha scritto Massimo Gramellini su La Stampa, la democrazia “vince le guerre, conquista la Luna, stana i ‘cattivi’ e non si vergogna di giustiziarli e di esultarne”. Ci si può davvero vergognare guardando gli sguardi lacrimanti di gioia dei poliziotti e dei vigili di fuoco che dopo 10 anni sono tornati a piangere ancora una volta a Ground Zero? L’11 settembre 2011 oltre 10 mila “angeli” hanno scavato tra le macerie senza mai sostare ininterrottamente per giorni. Niente vergogna. Non si può che guardare quegli occhi con almeno un po’ d’affetto.  Ancora oggi quei volti riflettono ricordi amari e dolorosi. Incancellabili. Le Torri e le fiamme. I corpi di donne e uomini lanciati dalle finestre. Disperazione per chi c’era, sgomento per chi era davanti al piccolo schermo a guardare le immagini in diretta mondiale. Cuori palpitanti e menti increduli. La mano assassina, di chi ti prende di sorpresa nella tranquillità di casa tua dove ti senti più al sicuro, ha colpito per prima l’America e poi il resto del mondo. Quella mano, l’11 settembre 2011, ha piegato la democrazia ma non l’ha spezzata. Quella mano oggi ha qualche dita in meno.

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