Published On: Mar, Mag 31st, 2011

CITTA’ – Oltretorrente in “rivolta”: l’amministrazione non ci considera

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di Giuseppe Facchini

“L’amministrazione l’ha detto chiaramente in più di un’occasione: si tratta solo di un’azione pubblicitaria”. Al coro dei quartieri scontenti di come Palazzo di Città gestisce il bilancio partecipativo di Parma si unisce anche l’Oltretorrente che, nelle parole del segretario del circolo PD in via Costituente Andrea Zini, denuncia una situazione affatto florida per le casse comunali.

“Il Sindaco e i suoi scavalcano un mezzo fondamentale per l’adesione dei cittadini alla vita del proprio territorio snobbando il bilancio partecipativo e prendendo decisioni senza tener conto del consiglio di quartiere e di quanto deliberi in assemblea. La verità è che il Comune non ha soldi necessari per realizzare quello che la gente richiede da tempo e per questo dà più spazio ai privati anche con interventi, a mio avviso, devastanti. Faccio l’esempio dell’Hub Caffè, che aveva un progetto culturale interessante e che si riproponeva di spostare un po’ di movida dal centro alla nostra zona. Alla fine si è rivelato un progetto diverso, portatore di una socializzazione fine a sé stessa, con un uso improprio del suolo pubblico e che non ha portato alcun genere di sviluppo al quartiere. Per non parlare poi dei finanziamenti che la sua realizzazione ha ottenuto: da dove siano arrivato questi fondi non lo sappiamo ancora”.

Ma non è tutto. In materia di opere pubbliche Zini ha un elenco lungo da argomentare. Ed anche un’idea da riproporre.

“L’Oltretorrente è storicamente un insediamento importante per stranieri e studenti fuori sede, veri e propri cittadini non riconosciuti solo perché di passaggio e perché non possono votare qui a Parma, ma che credo siano da considerare in maniera diversa. Producono prodotto interno lordo per la città e quindi bisogna evitare ogni genere di ghettizzazione. Anzi, per loro ma come per tutti i cittadini dell’Oltretorrente, dove ricordo ci sono anche molti anziani, c’è bisogno di più attività commerciali a misura di cittadino. Inoltre ricordo una proposta avanzata un po’ di tempo fa da Carlo Pintelli, architetto e docente al campus parmense, il quale propose un’idea innovativa per il nostro Ateneo: riqualificare il vecchio ospedale creando un altro polo didattico nella zona proprio in favore della Facoltà di Architettura, che tutt’ora non ha una sede. Potrebbe essere un progetto che vada ulteriormente incontro a chi vive nel nostro quartiere”.

Consigli e considerazioni sulla situazione attuale dell’Oltretorrente vengono anche da una cittadina illustre della zona, l’onorevole Carmen Motta, che ribadisce l’importanza del bilancio partecipativo e l’uso improprio che finora se ne sta facendo.

“Potrebbe essere uno strumento importante se ciò che viene discusso trovasse un’applicazione vera, concreta. Invece da noi si è ottenuto uno strano risultato, nel senso che molte delle cose fatte in Oltretorrente, discusse nel consiglio di quartiere, non sono mai state realizzate. Anzi i cittadini hanno visto l’amministrazione comunale andare esattamente in senso contrario. Lo strumento è valido, come tutti gli strumenti di partecipazione, ma se resta soltanto un esercizio retorico non ha alcun senso”.

Anche sulla questione delle opere pubbliche l’On. Motta conferma la linea adottata dal suo segretario di zona. “Bisogna fare interventi che riqualifichino il quartiere in senso pieno, con un commercio di vicinato che funzioni e magari investire anche sulla presenza di artigiani. Non basta rifare via Bixio con quattro fioriere, un gabbiotto di vigili urbani o creare con nuovi bar. Serve un vero progetto che riguardi la capacità di rinascere come zona importante per Parma, dove vi possano abitare ed investire cittadini, imprenditori e commercianti, così da riprendere quell’identità che ha sempre avuto e che l’amministrazione sta contribuendo a far perdere”.

E non è finita. Perché spesso quando si parla di Oltretorrente una delle questioni più spinose è sempre quella della sicurezza. E Carmen Motta non ci sta. “Si dice che questo non è un quartiere sicuro, ma a mio avviso non è così. Non si deve più disegnare in decadenza, perché ha gli stessi problemi di tante altre parti della città. È un quartiere che ha bisogno di interventi specifici, è vero, ma solo perche a differenza di altri ha un insediamento abitativo di extracomunitari e di persone che vengono da altre parti d’Italia e d’Europa maggiore di altri. Perciò credo siano più importanti le politiche che riguardino i servizi, l’inclusione e la socialità rispetto a soluzioni alternative che dipingono maggiormente l’Oltretorrente come un quartiere insicuro”.

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