di Maria Terea Improta

Due amministrazioni con colori diversi, ideologicamente agli antipodi, ma che tifano entrambe per il termovalorizzatore. I parmigiani si indignano, però continuano a votare chi ha decretato di piazzare nel cuore della food valley ciminiere per smaltire i rifiuti urbani. E mentre ad Ugozzolo l’inceneritore prende forma ed il cantiere lavora a pieno regime, la giunta Vignali si adopera per promuovere la mobilità sostenibile attraverso numerosi progetti: Bike sharing, Car sharing, Piedibus, Happy bus, Pronto bus. Per abbassare i livelli delle polveri sottili si punta così alla mobilità sostenibile, tentando di ridurre l’uso dell’automobile, ma Parma già da tempo siede sul podio delle città virtuose grazie al modo di muoversi nel centro urbano tipico dei parmigiani. Secondo il rapporto sulla mobilità sostenibile pubblicato nel dicembre 2010 da Euromobility e Kyoto Club, infatti, su 50 città analizzate Parma risulta essere seconda solo a Venezia in tema di eco-sostenibilità ambientale. Ed in laguna, è bene ricordare, non vi sono auto. L’ex ducato, la città italiana più ecologica sul piano dei trasporti del 2008, l’offerta di trasporto pubblico è aumentata negli ultimi tre anni mentre il numero di passeggeri è rimasto invariato, segno di una scarsa propensione all’utilizzo dei bus da parte dei parmigiani. Il noleggio di auto e bici pubbliche, car sharing e bike sharing ha invece contribuito a far registrare valori più ottimistici nel campo della mobilità ecocompatibile. In un solo anno “Io Guido” il servizio di car sharing parmigiano, munito di auto elettriche, ha registrato un incremento di 150 unità, raggiungendo i 900 iscritti, ed il bike sharing muove sulla stessa linea con un numero di fruitori che dal 2009 al 2010 è cresciuto con circa 130 persone in più che utilizzano la bicicletta ‘a noleggio’. Partendo dai varchi, oggi muniti di vigile elettronico, Legambiente sintetizza ciò che succede all’ombra dei Portici del Grano quando si tratta di ambiente e trasporti: “Noi notiamo uno scostamento in senso peggiorativo da quando Vignali era assessore alla Mobilità ad oggi che è sindaco. – dice Dradi presidente dell’associazione – Da assessore investì molto nel progetto varchi e noi lo appoggiammo. Adesso sembra stia tornando indietro: a Natale sono stati sospesi, la domenica mattina è possibile transitare e pare verrà approvata una riduzione d’orari per l’accesso alla ZTL. Noi non siamo d’accordo. Non che l’amministrazione non faccia niente per la mobilità ecosostenibile, ma le iniziative vanno armonizzate. Penso agli asili o le scuole perché non fare le graduatorie considerando anche la distanza dalla residenza o vietare l’accesso ai veicoli a meno di 200 metri dagli istituti? O investire meno in strade e più in trasporto pubblico per le zone fuori città? Vivere in campagna o nell’interland è più economico e salubre per il singolo, ma si avvelena la comunità con gli spostamenti in auto verso la città”. L’assessore all’Ambiente del Comune di Parma Cristina Sassi fa notare che nella città che corre dietro a Venezia per la mobilità sostenibile vi sono “108.000 auto immatricolate a fronte di una popolazione di 182.000 abitanti, minori compresi. Un numero enorme. Il nostro desiderio è quello di introdurre le auto elettriche, ve ne sono ben poche circolanti oggi in città perché è ancora una tecnologia troppo cara. L’amministrazione ha come obiettivo le 100 auto elettriche a Parma entro la fine del 2011. C’è tanto da fare, ma non partiamo dal nulla. Abbiamo 100 chilometri di piste ciclabili segnalate, non è poco”. Si può dare di più: questo il motto della mobilità parmigiana. E si può e si dovrà dare sempre di più. Ridurre il livello di polveri sottili che i parmigiani respirano quotidianamente è indispensabile. Nonostante l’inceneritore non sia ancora in funzione, nel 2010 la città di Parma ha sforato quasi per un mese intero (29 giorni) il limite massimo consentito dalla legge di Pm10 presenti nell’aria. Il termovalorizzatore, secondo le ricerche condotte da Gestione Corretta Rifiuti, immetterà in atmosfera ogni anno oltre 3 tonnellate di Pm 10 in più rispetto ad oggi. In più secondo il rapporto Legambiente “Mal’aria di città 2011”, ogni 10.000 abitanti vi sono 15 morti premature da Pm10. L’eco-sostenibilità diventa così una “scelta vitale”.

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