Dalla conferenza stampa della Guardia di Finanza, questa mattina alle 11, dopo l’arresto per corruzione del comandante della squadra mobile Jacobazzi e dei dirigenti comunali Jacovini e Moruzzi: “Le complesse indagini già avviate, su iniziativa degli uomini delle Fiamme Gialle di Parma, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica (P.M. dr.ssa Paola Dal Monte), allo scopo di verificare la correttezza degli appalti in materia di realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico della città, sono proseguite portando alla ulteriore ricostruzione del giro vorticoso di interessi privati soddisfatti attingendo o meglio depauperando ingenti risorse pubbliche destinate ai servizi ed al benessere dei cittadini. L’attività, svolta nel massimo riserbo, anche con l’ausilio di indagini tecniche, ha consentito di raccogliere ulteriori, ficcanti ed inconfutabili prove su numerosi episodi di corruzione, per importi di diverse migliaia di euro, in relazione ad opere pubbliche, di manutenzione del verde pubblico, assegnate, dietro pagamento di tangenti ad imprenditori locali compiacenti.
Emerge la sorprendente propensione a delinquere dei Dirigenti coinvolti che, addirittura, porta alla costituzione di società al solo fine di creare i soggetti economici in grado di contrarre con la pubblica amministrazione e su cui convogliare i flussi di denaro pubblico che venivano gestiti in ragione del proprio rilevante incarico. Il comandante della polizia locale che oltre a trarre a proprio vantaggio il sistema dei finti o inadeguati lavori pubblici, con il soddisfacimento delle proprie necessità private, si adopera con fare deontologicamente deprecabile a favorire personaggi, cittadini e locali pubblici per evitare il pagamento di sanzioni già comminate o a consentire attraverso un uso spregiudicato del proprio comando le loro attività irregolari con il soddisfacimento di necessità di qualche imprenditore locale; fino a giungere alla mercificazione e vendita di notizie ed informazioni riservate acquisite in ragione della propria funzione o con la complicità di altri soggetti. Quello che emerge è un quadro di diffuso e cronico dissipamento delle pubbliche risorse a vantaggio di pubblici dirigenti che avevano organizzato il proprio pubblico operare al solo fine di trarre il maggior vantaggio possibile. In tale situazione chi ha avuto il maggior danno è la collettività cittadina e non solo quella umana, ma anche quella felina e canina, anche loro trasformati da soggetti degni di tutela a pretesto per arricchimento illecito.
Sono state eseguite numerose perquisizioni presso gli uffici e le abitazioni degli indagati.

L’opposizione comunale chiede le dimissioni di Vignali, lui risponde ai giornalisti: ““I fatti emersi oggi sono oggettivamente molto seri e molto preoccupanti. In attesa dell’evolversi delle indagini della magistratura, verso la quale ribadiamo assoluta fiducia, abbiamo ritenuto atto evidente e conseguente sospendere i dirigenti coinvolti e dare mandato a un avvocato per accertare eventuali danni contro l’Amministrazione. Siamo convinti che la magistratura farà piena luce sui fatti”. Lo annuncia il sindaco di Parma Pietro Vignali alla luce degli arresti di questa mattina di alcuni dirigenti del Comune di Parma.
L’accaduto avrà conseguenze per l’Amministrazione?
“I fatti imputati sono strettamente personali. Quando nel giugno 2010 si è aperta la vicenda delle tangenti del verde pubblico abbiamo avviato un’indagine amministrativa interna che ha evidenziato irregolarità nella gestione del Global Service del verde. Di conseguenza abbiamo cambiato il dirigente del Global, abbiamo rivisto il sistema del verde e riappaltato il Global. Ed è da un anno che abbiamo contestato e sospeso le fatture del Global, perché non soddisfatti del servizio. Quelli che abbiamo presi sono stati gli unici provvedimenti amministrativi che potevamo prendere, noi non abbiamo gli stessi strumenti della magistratura e della Guardia di Finanza. I fatti emersi oggi sono oggettivamente preoccupanti. Per questo abbiamo dato mandato a un avvocato affinché tuteli l’Ente da eventuali danni subiti e abbiamo deciso di sospendere i dirigenti”.
E alla minoranza a che chiede le sue dimissioni?
“Un anno fa, ai tempi della vicenda Tep – banca Mb, mi era stato chiesto di dimettermi. Proprio oggi i soldi sono rientrati e con un interesse al 3%. Se mi fossi dimesso un anno fa avrei fatto uno sbaglio. Non vedo la ragione per cui dovrei dimettermi, tra l’altro, per responsabilità personali di altri, di cui non sapevamo niente”.
Non avete mai avuto nessun sospetto? I dirigenti coinvolti erano suoi stretti collaboratori…
“No, nessun sospetto. Io non ho nominato solo i due dirigenti coinvolti, ne ho nominato circa una ventina.. Diventa difficile per un sindaco conoscere tutto quello che fa un dirigente. Ed è impossibile essere a conoscenza degli avvenimenti cui hanno parlato la magistratura e la Guardia di Finanza, perché, lo ripeto, non disponiamo degli stessi strumenti per accertare i fatti. Noi abbiamo fatto, ai tempi, quanto era in nostra facoltà come Amministrazione”.

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