Published On: Gio, Giu 30th, 2011

ATTUALITA’ – Ma cosa fa la Sassi ancora al suo posto?

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di Marcello Frigeri

É vero che nella pubblica amministrazione la cosiddetta responsabilità in vigilando ricade direttamente sui dirigenti comunali  – Jacovini e company, cioè quelli che secondo l’accusa rubavano -, soprattutto da quando furono attuate le riforme Bassanini (l.127/97 in particolare) che centralizzarono l’attività di controllo sui dirigenti; è anche vero che l’assessorato, oggi come oggi, altro non è che un mero ruolo politico di natura poco amministrativa e, per l’appunto, molto politica; ed è altrettanto vero che, alla luce di quanto detto, la mancata vigilanza dell’Assessore Sassi sull’attività amministrativa del verde pubblico è ben poca cosa  rispetto all’incapacità di controllo dei dirigenti preposti. Ma ciò non toglie che le responsabilità dell’assessore siano comunque rilevanti: non ha saputo cogliere quanto accadeva a livello amministrativo; non si è accorta degli effetti poco visibili sul territorio degli interventi per i quali nel Bilancio era stata assegnata una somma comunque importante. Centottantamila euro di denaro pubblico (180 mila!) per delle aiuole sul Lungoparma mai riqualificate, anzi: si racconta che non funzionasse nemmeno il sistema di irrigazione. Il ruolo di indirizzo e controllo è riservato alla parte politica, benché l’incarico tecnico del mestiere resta del dirigente. Ad ogni modo l’assessore avrebbe potuto chiedere conto in qualsiasi momento di cosa fosse stato fatto e di quanto fosse stato speso; avrebbe potuto chiedere relazioni specifiche sull’operato e dare ulteriori indirizzi applicativi. Insomma, sarebbe bastato adottare il principio di ragionevolezza: ci fu qualche segnale che indusse ad una maggiore attività di controllo o che potesse far presupporre un tentativo di ruberie delle risorse pubbliche?
La domanda allora è: ma che cavolo faceva l’assessore Sassi in assessorato, oltreché, ovviamente, delirare sul fatto che i barbecue inquinano di più di un inceneritore? È ai più ignoto quali competenze, poi, l’assessore possa vantare sul suo curriculum, visionabile sul sito del Comune, per essersi aggiudicata la poltrona del Verde pubblico: dal 1990 al 2003 impiegata  – per quale azienda e con quali mansioni non è specificato -, dal 2003 al 2007 altro ruolo di impiegata  – ruolo? Azienda? Mah…-.  Ma c’è di più. Lo scandalo esploso venerdì scorso avrebbe dovuto farle rizzare i capelli: allarmata per un controllo inesistente sul denaro pubblico avrebbe dovuto immediatamente convocare una conferenza stampa per chiedere venìa e assumersi tutte le responsabilità del caso, oltreché confermare, alla luce dell’inchiesta, la completa inattività della sua amministrazione. Invece il nulla. Sono passati cinque giorni dall’accaduto e ancora la Sassi non ha proferito verbo. Nemmeno una paroletta che possa fungere da tiratina d’orecchio per i dirigenti ladroni. È palese, a questo punto, la completa incapacità dell’assessore non solo di presiedere la poltrona inappropriatamente concessale, ma anche la totale incompetenza nel gesitre la drammatica situazione. Perché mettiamo anche che l’occhialiuta assessora non fosse a conoscenza del letamoso marciume tutt’attorno, come potrebbero comunque i cittadini fidarsi nuovamente del suo operato?

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Displaying 1 Comments
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  1. antonio ha detto:

    dott.sassi sei indifendibile nn puoi ricoprire un ruolo cosi se sei cosi ingenua,altrimenti se nn e cosi devo pensare che sei complice.vai a casa

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