Published On: Gio, Giu 30th, 2011

CITTA’ – Democratici e buttafuori: dicono di ascoltare la gente, ma poi fanno il contrario

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di Gestione Corretta Rifiuti

Parma è qui? Secondo le parole dei pd-iossini, reclutati sabato scorso per scendere in campo per la prossime amministrative, la città doveva essere tutta con loro, appassionatamente stipata al Barilla Center.
Nel giubilo per le tangenti comunali, che spalancano le porte per il ricambio sulla sedia del primo cittadino della città, il partito democratico(?) ha infarcito di belle parole e proclami le relazioni proposte al pubblico entusiasta. Ha iniziato Roberto Garbi, segretario provinciale: “Parma è qui e io lo voglio dire con forza. Il nostro civismo è fatto di una politica che sta tra la gente, che cerca di dare risposte ai problemi di tutti i giorni. Insieme, mettere al centro la città e i problemi delle persone. Prima vengono i bisogni”. Ha poi rilanciato Lorenza Dodi, segretaria cittadina: “Continueremo ad incontrare i cittadini, partendo da una profonda fase di ascolto”. Giorgio Pagliari, uno dei possibili candidati sindaco di Parma, ha ribadito il metodo: “E’ il colloquio del confronto, della capacità di ascoltare, per individuare le ragioni. La responsabilità della politica è quella di ascoltare”. L’attuale presidente provinciale Vincenzo Bernazzoli ha sintetizzato il programma: “Apriamo una fase di ascolto, ci mettiamo ad ascoltare i cittadini di Parma, vogliamo costruire insieme il programma, con un grandissimo spirito di servizio”. E infine Vasco Errani, presidente regionale, ha chiosato: “Il partito democratico unito, con umiltà si mette a disposizione della città. Quando governeremo noi le forze sociali si potranno sentire libere di dire effettivamente come la pensano, senza dover passare dall’arroganza del potere”. Il gotha del Pd era al completo, tutte le posizioni apicali rappresentate hanno detto la loro e il messaggio è stato molto chiaro: Noi ascoltiamo la gente. Finalmente un partito che ha idee condivisibili, da mettere subito in pratica. Ascoltare la gente, parlare con le gente, portare attenzione all’associazionismo.  Noi ci siamo avvicinati a Errani per porre una domanda. Moniter, un progetto milionario della stessa Emilia Romagna, controlla da anni le emissioni degli inceneritori attivi nella nostra regione, ma nonostante i 3 milioni spesi non ha mai eseguito un solo monitoraggio su matrici biologiche, per sapere se le diossine ci sono o mancano, nei nostri tessuti e negli animali della catena alimentare. Nonostante ciò i responsabile di Moniter hanno dovuto registrare un indice fuori norma dei parti pre termine, fra le popolazioni esposte alle emissioni di questi impianti, un indice molto preoccupante sullo stato di salute del nostro Dna. Abbiamo analizzato il latte materno di una mamma di Parma. Presenta tassi di diossina che lo rendono non commercializzabile. Un’emergenza sanitaria evidente, a cui dare massima priorità.
Stiamo avvelenando il nostro futuro.
Anche Errani è preoccupato? Non lo potremo mai sapere perché è impossibile porre la domanda: è scattato subito il cordone sanitario, verso i sani però, non verso i malati. Ci hanno buttato fuori.
Alla democrazia, inserita perfino nel nome, si sostituisce lo spintone, il trasferimento coatto, l’accompagnamento brusco “fora di ball” come direbbe il rustico Bossi, che di questi atteggiamenti è maestro. Quella mattina chi voleva porre domande è stato accompagnato fuori, con una colonna sonora di “str…”, “vai a ca…”. Spenti i microfoni, il civismo torna alla prepotenza, alla prevaricazione, allo sberleffo. Il Pd non gradisce la presenza di persone scomode come i rappresentanti di Gestione Corretta Rifiuti. Teme certi argomenti che verrebbero posti all’ordine del giorno, vorrebbe mettere tra sé e loro uno spazio siderale.
Ma sarà dura. Noi, come loro, abbiamo diritto di cittadinanza. E di parola.
Nonostante i buttafuori democratici.

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