Published On: Gio, Giu 30th, 2011

La città ha bisogno di ritrovare fiducia

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di Sara Terenziani

Corruzione e peculato. Questa volta è vero. Parma torna alla ribalta della cronaca per uno dei reati peggiori di cui un’amministrazione può essere accusata. La fiducia, già fragile, se ne va, e la gente si arma di cartelli, striscioni e megafoni: tutti sotto il Comune a urlare “vattene”. La gente vuole “la testa” di Vignali. La piazza si chiede: “Come faceva a non sapere?”. Ma facciamo un passo indietro. Venerdì 24 giugno la Guardia di Finanza piomba in via del Taglio, negli uffici comunali del Duc e in Municipio. Nell’ambito dell’inchiesta denominata Green Money, secondo atto sulle presunti tangenti nel verde pubblico, vengono arrestate 11 persone tra cui Giovanni Maria Jacobazzi, il comandante della polizia municipale, Carlo Iacovini il direttore marketing, in precedenza a capo dello staff del sindaco e direttore di Infomobility, Manuele Moruzzi del settore Ambiente. Sono questi i tre nomi che più di ogni altro hanno scandalizzato tutta la città. Tre stretti collaboratori del sindaco, voluti proprio da Vignali che lì considerava gli uomini giusti al posto giusto. Personaggi accusati, insieme ad altri dirigenti e imprenditori, di movimentare un giro di soldi pubblici per mezzo milione di euro secondo i primi riscontri della Finanza. La cronaca poi si è arricchita di intercettazioni, fatturazioni false, servizi fittizi e favori personali. Robe da film, nell’inchiesta Green Money non manca davvero nulla. E purtroppo il sentore in città è che sia solo l’inizio. Intanto Vignali ha fatto la scelta di restare annunciando però, solo nei giorni seguenti, che non si ricandiderà nel 2012. In una lettera aperta ai cittadini ha spiegato le sue motivazioni: “Rimango ancora in carica, non è per l’attaccamento alla poltrona o per la mia carriera politica, ma soltanto per ottenere i finanziamenti e approvare i piani industriali che sono necessari per pagare le imprese, per non lasciare a metà i cantieri di opere fondamentali su cui sono stati già spesi milioni di euro, per mettere definitivamente in sicurezza il sistema delle società partecipate. Diversamente tutto questo sarebbe a rischio”. Ma proseguire sulla stessa strada per Vignali non è più possibile, nessun motivo può essere valido. Un’amministrazione accusata  di “rubare” non può restare, deve affidarsi alle indagini della magistratura e attendere che tutto sia chiarito. E l’attuale maggioranza sta perdendo pezzi. I primi ad andarsene sono stati Luca Sommi, assessore alla cultura, e poi Giuseppe Pellacini, assessore alle politiche abitative.  Non se ne va invece Cristina Sassi, assessore all’ambiente che quando scoppiò il primo filone Green Money disse che sull’onestà di Moruzzi “ci avrebbe messo la mano” e ora adduce la stessa scusa di “non sapere nulla”. Nel frattempo il Pdl, a detta delle parole del coordinatore Giuseppe Luigi Villani, dopo la runione del direttivo che si è tenuto nei giorni scorsi, sembra far quadrato intorno a Vignali. Ma che l’era di questa maggioranza sia finita è scontato. Le elezioni del 2012 sono troppo lontane per pensare che amministratori non capaci di scegliere e controllare i propri uomini possano restare. Ora la città ha bisogno di ritrovare fiducia

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