di Ugo Baldassarre

Lo storico chitarrista dei Megadeth (dei tempi di oro), Marty Friedman è stato ospite ieri del MMI (Modern Music Institute) all’Auditorium Toscanini per tenere una delle sue Guitar Clinic. L’atmosfera che si respirava era molto intima con la “star” loquace e disponibile a rispondere alle tante domande che piovevano tra una performance e la successiva. Dall’alto della sua pluriennale carriera di chitarrista, e ora anche di produttore (possiede una etichetta discografica in Giappone, dove vive e lavora), Marty ha cercato di trasmettere sì la voglia di raggiungere risultati importanti, ma con altrettanta fermezza la necessità di divertirsi prima di tutto, prima ancora di iniziare a pensare a grandi progetti senza diventare schiavi o fanatici del proprio strumento. Paragonando la sua chitarra ad un martello, ha ribadito più volte come questa debba “essere solo un mezzo per raggiungere il proprio fine, la propria Musica, esattamente come l’arnese è per un muratore solo un mezzo per portare a termine il progetto in cantiere”. Citando i suoi autori preferiti del Sol Levante e i motivi che lo hanno portato a lasciare l’Occidente a favore del più “isolato” Giappone, l’Axe man ha dimostrato grande apertura sia mentale che musicale, sfoggiando anche un perfetto giapponese rispondendo a due seminaristi orientali. I fortunati presenti hanno avuto modo di conoscere e dialogare per più di due ore con quello che si conferma un grande interprete del moderno panorama rock-metal. Anche dal lato umano è apprezzabile la recente asta di beneficenza che lo ha visto privarsi di tutte le sua chitarre Jackson Megadeth, a favore della crisi nipponica. Virtuoso al punto giusto ma mai schiavo di tecnicismi e virtuosismi, Marty ha incantato la platea con pezzi del suo repertorio più recente da solista, improvvisando anche una “Road to Parma” come omaggio al cibo locale e alla bella giornata trascorsa nella nostra città. Peccato non abbia esaudito la richiesta del ‘solo’ di Holy War, cavallo di battaglia della band che lo ha reso famoso.

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