Published On: Gio, Giu 30th, 2011

SICUREZZA – Quell’idiota dell’essere umano

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di Danilo Coppe

Sfogliando i giornali c’è da rabbrividire pensando di essere, proprio tutti, appartenenti al genere umano. Abbiamo episodi di cronaca nera che ti fanno pensare di non essere mai al sicuro. Né tu né tantomeno i tuoi cari.
Due fratelli, un maschio ed una femmina, decidono di rendersi autonomi e, dopo le superiori, si organizzano per vivere da soli. Un caso più unico che raro di questi tempi, dove assistiamo a casi frequentissimi in cui giovanotti e giovanotte restano inchiavardati ai genitori ben oltre i trent’anni.
Risultato, l’ex moroso della ragazza sevizia e uccide sia lei che il fratello.
Si mandano i figli piccoli al catechismo e si scopre, dopo anni, magari anche dopo segnalazioni circostanziate, che il prete a cui erano affidati risulta essere un pedofilo. Si portano i neonati dal pediatra e si scopre che potrebbe essere pedofilo pure lui.
Con il caso di Avetrana, si giunge alla consapevolezza che i parenti, spesso “serpenti”, possono essere crotali letali. Ma non basta. La cronaca riporta anche di bambini uccisi al campetto, mentre giocano a pallone, perché sulla traiettoria di regolamento di conti fra “adulti”. E chi non ricorda il bambino americano ucciso sulla Salerno – Reggio Calabria, raggiunto da una pistolettata sparata a caso da gangsters nostrani, mentre con la famiglia faceva turismo nel nostro Paese? Per non parlare di quanti ubriachi al volante giocano ai birilli con gente che passeggia o, addirittura alla fermata dell’autobus. A guardare con occhio panoramico questi casi, i primi che mi sono venuti in mente, ci sarebbe da stare asserragliati in casa, dopo averla trasformata in un fortino, con tanto di campo minato in giardino e rete elettrificata nel perimetro. Purtroppo queste cose non le puoi fare. Sappiamo che rischi si corre ad impallinare un ladro, anche se scoperto in flagrante, mentre mette mano alla nostra argenteria.
Mi risulta che anche nel resto d’Europa le cose non vadano tanto meglio. E proprio un problema genetico e non di location.
Fin qui abbiamo parlato di fatti cronaca nerissima. Per fortuna, per sdrammatizzare, i giornali possono essere anche fonte di caustico divertimento. Leggo, su un quotidiano a caso di questa settimana, due notiziole: una ragazza in Liguria raggiunge, via mare, degli scogli e si ferma su di essi per prendere il sole. Peccato che gli scogli siano in prossimità della spiaggia di una stazione balneare a pagamento. Evidentemente la cosa infastidisce i bagnanti/paganti che si lamentano con il loro bagnino. O, più probabilmente, al gestore della stazione balneare scoccia che si crei un precedente del genere. Risultato: i bagnini lanciano sassi sulla ragazza per indurla ad andarsene. Lei lo fa, poi, giustamente, li denuncia. Altro caso, sempre in Liguria. Un pescatore subacqueo con tanto di fucile ad arpione, decide di fare una battuta di pesca. Peccato che scelga, come luogo di raccolta ittica, un’insenatura frequentata da una moltitudine di bagnanti. A nulla valgono le proteste di genitori preoccupati che una fiocina in tensione sia impugnata a pochi metri da bambini sguazzanti. Per allontanare il pescatore cocciuto serviranno i carabinieri.
Ecco due casi in cui, guardando il bagnino “lancia sassi” ed il subacqueo “fiocinatore”, il commento principale che viene in mente è che i due siano solo due idioti.  Poi magari, se intervistati, si scopre che il bagnino i sassi li lanciava lontani dalla donna; il subacqueo magari sosterrà che il suo fucile aveva la sicura e non lo avrebbe mai usato. Ma sicuramente entrambi restano idioti per non aver trovato un compromesso immediato che evitasse l’intervento delle Forze dell’Ordine. Inoltre, con la tensione in atto, dovuta al bombardamento di notizie di episodi finiti in tragedia, è comprensibile che la gente tenda a preoccuparsi più del dovuto. In ogni caso occhio all’estate! L’imbecillità ha un incremento palese nei mesi estivi e, in particolare, nei primi giorni di calura intensa. Mediamente la gente è più intrattabile se sudata. La mancanza di lucidità legata al caldo è ormai comprovata. Basta andare in auto. L’altro giorno sull’Autocisa si creava una coda breve ma intesa in prossimità dei cartelloni a display che segnalavano un rallentamento ad Aulla. Il primo cartellone luminoso era a 100 km da Aulla. Il secondo a 50 km ed il terzo a 20 km. Eppure, bastava la lettura del display per indurre qualche imbecille a frenare violentemente, creando di conseguenza un effetto lombrico che bloccava temporaneamente il traffico, con il rischio di banali ma pericolosi tamponamenti. Come si giustificano questi attacchi di imbecillità? Con la scarsa lucidità. Non è solo il caldo. Ci sono anche le tensioni dovute al fatto che d’estate la tradizione “vuole” che ci debba divertire per forza. Con sesso, sole esotico, svaghi generalmente costosi. Ma con i tempi che corrono, trovare risorse finanziarie per una meritata vacanza è sempre più difficile. Il mio consiglio è: fregatevene. Ho passato, per vari motivi, tante estati in città. E’ vero, la città è un po’ deserta. Ma si scoprono innumerevoli vantaggi: niente traffico, parcheggi ovunque (tranne che nel Quartiere Saffi, ovviamente). La gente che resta è più solidale ed è più facile fare nuove amicizie. Non stressatevi. Il Ceno è un torrente bellissimo e non cosa come la piscina. L’Appennino offre aria fresca in quota. Ci sono infinite attrazioni turistiche nella nostra Provincia. Fatevi una scaletta e vedrete che tutti i giorni c’è qualcosa di diverso da vedere che possa piacere a voi, alla fidanzata, alla moglie e, soprattutto, ai bambini. Cultura e divertimento possono andare a braccetto. L’importante è vivere questi tempi duri senza stressarsi. Si deve pensare che non può andare male sempre. Dopo ogni notte arriva l’alba e, almeno questo, è un meccanismo che l’uomo non ha inventato, quindi è perfetto.

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