di Michele Panariello

Se il primo luglio scorso il Comune di Parma ha sospeso, in via del tutto cautelativa, i lavori del Pai con tanto di ordinanza protocollata ai sensi dell’articolo 4 della legge regionale 23/2004, avrà circa un mese di tempo, a partire dal 4 luglio scorso,per valutare la richiesta dei cinquantaquattro del comitato No inceneritore costituitosi per il GCR su un referendum abrogativo contro il forno di Ugozzolo.
Dopo le anomalie denunciate sulle procedure tecniche che riguardano lo smaltimento dei fanghi e l’uso dei filtri, sull’iter poco trasparente  che evidenziava vizi di forma sulla concessione dei permessi necessari di realizzazione edilizia, il GCR, sull’onda emozionale del referendum nazionale del giungo scorso ha deciso di tentare la carta del referendum abrogativo. Obiettivo dei promotori, annunciato in conferenza stampa è annullare tutte le delibere comunali che stanno alla base dell’approvazione del Pai (Polo ambientale integrato) da parte della Provincia. La richiesta è stata presentata in Comune il 4 luglio (”l’anniversario della Festa di Liberazione per gli Stati Uniti d’America – commentano – speriamo che porti fortuna”) e ora il presidente del consiglio comunale Elvio Ubaldi dovrà creare entro un mese una commissione incaricata di valutarla. In caso di esito favorevole il comitato avrà novanta giorni di tempo per raccogliere 5mila firme. La sfida sarà contro il tempo. Infatti, siccome nel 2012 ci saranno le amministrative, non sarà possibile, secondo una norma, tenere il referendum in concomitanza. Perciò, se i no termo dovessero farcela, sarà comunque necessario rimandare la consultazione popolare al 2013.
Luglio è decisamente un mese infuocato per la cittadinanza di Parma, per la sua Amministrazione, per il GCR e per Iren. Il terremoto che ha investito l’Amministrazione si va a sommare alle altre questioni di questa vicenda intricata che si protrae ormai da anni e che ha visto l’avvicendarsi di corsi e ricorsi, delibere e sospensioni. Non è la prima volta che il comitato ha chiesto la partecipazione popolare: l’ultima volta lo ha fatto con la raccolta di firme nelle tabaccherie della città. D’altra parte il primo luglio è stato un giorno di festa per GCR che ha festeggiato la chiusura del cantiere di Ugozzolo con un albero di ulivo piantato nella rotonda ubicata davanti al cantiere chiuso dalla delibera comunale. I sigilli al cantiere sono ancora lì ma sono sigilli labili come il vento (come qualcuno ha commentato). Iren ha fatto ricorso. Con un comunicato datato 15 luglio scorso “Iren Ambiente informa che ha provveduto a notificare alle parti il ricorso amministrativo avverso l’ordinanza di sospensione dei lavori di realizzazione del Polo Ambientale Integrato di Parma (PAIP), emessa dal Comune di Parma. Il ricorso verrà depositato al Tar nei termini previsti dalle norme di legge. La Società ribadisce la propria convinzione sulla correttezza e trasparenza dell’iter seguito per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del PAIP; procedure che, è opportuno ricordare, non vengono definite dal soggetto attuatore bensì dagli Enti e dalle Istituzioni competenti. Nella piena convinzione della legittimità del proprio operato, Iren Ambiente ha quindi avviato tutte le azioni necessarie a tutelare la propria immagine e i propri interessi, anche in termini di richiesta di risarcimento dei danni economici derivanti dal provvedimento di sospensione dei lavori”.

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