di Gestione Corretta Rifiuti

Il 1° luglio è stato sospeso, per sospetto abuso edilizio, il cantiere Iren dell’inceneritore di Parma, a Ugozzolo.
Il comune ha emesso una ordinanza dirigenziale a seguito di una segnalazione al Nucleo Abusi Edilizi, che chiedeva lumi sulla mancanza di concessione edilizia riferita al Pai, il Polo Ambientale Integrato già in fase di avanzata costruzione.
Tutto è nato da un esposto in Procura degli avvocati Pietro De Angelis e Arrigo Allegri, che notando sul cartello del cantiere la mancanza del titolo edilizio hanno verificato il rimando legislativo che i costruttori avevano utilizzato come giustificazione, un codicillo poi rivelatosi errato, perché riferibile solo ad un’opera pubblica, che l’inceneritore proprio non è. Sabato scorso molti cittadini, sostenitori dell’Associazione Gestione Corretta Rifiuti, si sono raccolti davanti alla rotonda di strada della Lupa, per festeggiare uno stop che pareva ormai un labile miraggio. Il comune si è mosso contro il progetto, forse anche in presenza di un atto dovuto. Ma le risposte delle Istituzioni erano state fin a quel momento quasi nulle. Da una parte il Comune di Parma aveva nel tempo maturato un atteggiamento di ascolto e di collaborazione nei confronti del Gcr, ma fino al primo di luglio aveva dichiarato la propria impossibilità a stoppare il progetto.
Dall’altra invece la Provincia, irremovibile nella convinzione della bontà dell’impianto, totalmente refrattaria a qualsiasi proposta anche complementare al forno, che potesse ridurre al minimo il ricorso alla combustione dei rifiuti. Oggi il cantiere è fermo e varrebbe la pena di approfittare di questa sosta, non sappiamo di quale durata, per riconsiderare l’approccio al problema della gestione dei materiali post utilizzo. Un impianto di incenerimento porta forte inquinamento nei territori dove opera. Il conforto, per così dire, arriva dalle parole degli oncologi.
Il medico di Parma Manrico Guerra, dell’Associazione Medici per l’Ambiente, lo ha spiegato ai cittadini per anni, inascoltato. Dominique Belpomme, oncologo francese di fama internazionale, è venuto a Parma per affermare che costruire un inceneritore vicino ad un centro cittadino è “un crimine contro l’umanità”. Lo scorso aprile una seduta congiunta della commissione Ambiente e Salute del Comune di Parma poteva fare la differenza. Sono stati ascoltati otto esperti non di parte, che hanno concordato sui rischi che si corrono, ma di azioni conseguenti non se ne sono viste.
La regione Emilia Romagna con il progetto Moniter tiene sotto controllo le emissioni degli inceneritori regionali, ma nonostante una spesa di diversi milioni di euro, non ha mai effettuato monitoraggi su matrici biologiche, per cercare le diossine dove molto probabilmente ci sono.
Ci si è limitati a controllare l’aria, dove questi elementi non si fermano. Nonostante ciò sono emersi dello stesso studio i parti pre termine nella popolazione esposta alle emissioni. Un dato allarmante perché mette in relazioni gli inquinanti con la mappatura del Dna umano. Mancando queste analisi sull’uomo, Gcr ha deciso di effettuare un monitoraggio sul latte materno di una mamma di Parma. I picogrammi di diossina che sono risultati contenuti in questo latte lo rendono non commercializzabile nei termini di legge. Una situazione ambientale come quella di Parma, già oggi così penalizzata, necessiterebbe di serie misure di bonifica, già da oggi. Invece si procede alla costruzione di un impianto che peggiorerà ulteriormente la situazione.
Gcr si è mossa già da tempo alla ricerca dell’alternativa concreta e realizzabile all’incenerimento dei rifiuti.
Di recente un’importante multiutility olandese si è resa disponibile ad un percorso che traghetti il nostro territorio verso la prospettiva Rifiuti Zero, che significa gestire gli scarti in modo che vengano tutti recuperati e non buttati via o bruciati. Van Gansewinkel è una multinazionale che opera in diversi Paesi europei e ricicla già oggi il 75% del materiale trattato, è uno dei 5 più importanti players europei del settore. Dal 2007 ha deciso di modificare la propria strategia per chiudere tutti gli inceneritori che ora gestisce. L’anno scorso ha smobilitato quello di Rotterdam, visto che la capacità era superiore alla disponibilità di rifiuti. L’Europa oggi chiede ai Paesi membri di diventare società del riciclaggio, di cambiare modo di produrre per rendere tutto riciclabile. E’ un sogno possibile, ma bisogna iniziare ora.
Il forno inceneritore ingesserebbe il sistema per vent’anni, obbligando a conferire quantità certe anche se aumentasse la raccolta differenziata, anche se i rifiuti non ci fossero, costringendo a cercarli altrove, come sta succedendo da anni a Brescia. Van Gansewinkel è venuta a Parma, incontrando Iren, dando prova della serietà del proprio agire, mostrando una azienda molto avanzata, proiettata al futuro. L’azienda olandese ha anche incontrato il Comune di Parma invitando entrambi gli interlocutori a una visita di lavoro e di progettazione in Olanda, per verificare con i numeri la bontà della proposta di riconversione. Un’occasione irripetibile per la nostra città. Oggi dobbiamo mettere a un tavolo tutti gli attori di questa vicenda.
Gcr, Provincia, Comune, Iren. Ci sono i numeri per trasformare il Pai in un centro di riciclo avanzato. Ci sono anche le persone, i tecnici esperti, che in questi anni di contatti e di iniziative Gcr ha avuto modo di conoscere e dai quali ha ottenuto la totale disponibilità a mettersi in gioco per il progetto Parma. Sono alcuni fra i migliori tecnici di raccolte differenziate e gestione dei rifiuti in Italia e nel mondo, anche sotto il profilo scientifico. Enzo Favoino, Rossano Ercolini, Massimo Cerani, Natale Belosi, Gianluigi Salvador, Marco Caldiroli, Ernesto Burgio, Gianni Tamino, Luigi Campanella, Carla Poli, Walter Ganapini. Paul Connett, Michael Braungart, Frans Beckers, William McDonough, Joan Marc Simon, l’amministrazione di San Francisco. Amministratori come Marco Boschini, Ezio Orzes, Alessio Ciacci.
Una squadra irresistibile. Non manca nessun elemento per lavorare da oggi all’alternativa efficace e davvero rispettosa dell’ambiente e delle persone. Oggi conviene a tutti procedere in un’altra direzione.

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