di Diego Remaggi

L’aria è fresca e pungente, di una temperatura insolita per le tipiche estati parmigiane. Pensando al clima torrido che ha contraddistinto l’ambiente politico della città, tra scandali, cantieri, manifestazioni, è come un periodo di quiete necessario che ancora non sappiamo se preluderà o meno ad una tempesta. Matteo Caselli, consigliere comunale Pd, mi ha dato appuntamento in un bar per scambiare quattro chiacchiere, niente grandi sale, quadri o dipinti, tutt’altra scena rispetto a quella dei grandi e decorati spazi del Municipio. Accanto a noi, tra il profumo di caffè e di qualche brioches, Parma inizia a svegliarsi lentamente.
Chiedo subito a Matteo se si sente veramente un “fomentatore della piazza” come lo ha definito Bernini la scorsa settimana.“Certo, sanno tutti che io e Massari siamo due banditi! Due pericolosi sovversivi”. Sorride e poi replica: “Sicuramente l’intervista a Bernini dimostra la grande differenza che c’è tra me e lui. Io gli ho già detto due volte in Comune, senza aspettare che un giornale mi faccia un’intervista, di smetterla di dire certe cose. Spero proprio che abbia dell’altro a cui pensare”.
Che risposta vuoi dare all’assessore?
Sai, io sono d’accordo con Nanni Moretti quando in un suo film (Palombella Rossa) dice che “le parole sono importanti”. Lui dovrebbe ricordarsi che uno che fa politica dovrebbe misurare le parole, prima di dire che io sono un istigatore dovrebbe pensarci due volte.
Tra le righe, l’assessore ha dato un giudizio su chi, dopo le vicende di fine giugno ha scelto di tirarsi fuori da tutte queste magagne, “abbandonando la barca prima che affondi”.
È una storiella entusiasmante. Lui rimprovera Sommi per essersi dimesso e non vuole sentire discorsi di morale o etica, io non voglio difendere nessuno ma mi limito a dire che è ancora peggio, ed è un atteggiamento anche abbastanza vile, rimanere nella barca mentre questa affonda facendo finta di non esserci mai stato e anzi, dicendo di non avere mai visto nemmeno il capitano. Quello che mi sembra strano è che uno come Bernini dica in giro che Vignali non è un buon sindaco. Dovrebbe giustificare questa sua affermazione con le 2mila persone che gli hanno dato la preferenza e a cui ha fatto votare un uomo che, a suo dire, è inadeguato a ricoprire la carica che ha.
E la parte “pensante” del Pd è realmente spaventata dalle manifestazioni?
No, guarda, la pensiamo tutti al solito modo, crediamo che la gente debba manifestare nel rispetto delle regole della democrazia e dell’educazione. E poi, chissà che in mezzo alla folla non ci sia stato anche qualcuno che nelle scorse elezioni ha votato per questa giunta…
Ecco, parliamo di elezioni. Vignali, terminato il mandato, se ne va, come ha detto, non solo dal Comune ma anche dalla politica, voi siete pronti a prendere in mano, ipoteticamente, le redini della città?
Noi partiamo sicuramente da una base, che è poi tutto quello che abbiamo detto in questi anni in consiglio comunale. Abbiamo in mente già tante idee tra cui progetti per gli anziani, progetti per la mobilità, per la cultura, proposte che abbiamo già esposto anche all’attuale giunta. A breve ci saranno le primarie e i vari candidati esporranno meglio i loro propositi. Una cosa è certa, dopo 5 anni di opposizione: non partiremo da zero.
Secondo te quali sono le logiche di governo locale dell’attuale amministrazione?
È semplice, per loro l’importante è “fare, fare, fare, o far finta di fare”. Lo vedi dai cantieri in giro per la città, vogliono aprirli ovunque e non hanno nemmeno i soldi per pagarli. Mi è capitato spesso di parlare di Vigatto, anche lì ci sono stati 4 anni di promesse che sono state fatte senza tener conto delle risorse economiche disponibili.
Il tuo partito cosa farebbe per migliorare la situazione?
Beh, innanzitutto si tratta di stabilire delle priorità, che da quando abbiamo iniziato a fare opposizione sono totalmente diverse da quelle della maggioranza.
Una maggioranza che si trova a gestire anche 35 partecipate.
Ci tengo a precisare che noi non siamo contro il fatto che in alcuni casi si possano fare delle società, certo è importante che esse non diventino collettore di tutto l’indebitamento dell’amministrazione comunale. Per questo ci sarà da fare una grande opera di risanamento…se sarà ancora possibile risanare, s’intende.
Di cosa necessità oggi una città come Parma?
Sicuramente ha bisogno di una profonda “operazione verità”, la realtà è che oggi questa città si trova ad affrontare problemi enormi. Il compito di chi amministrerà nei prossimi anni sarà quello di far capire alla gente che ci aspettano anni difficili in cui andranno scelte, in modo più serio, le priorità su cui lavorare.
Dopo la manifestazione del 28 Giugno scorso, la maggioranza ha detto di avere paura di una piazza così “violenta”.
Credo che l’unica cosa di cui dovrebbero aver paura è quello che potrebbe emergere nei prossimi mesi. Ed è per questo che c’è bisogno di un Commissariamento, il vero spauracchio di questa amministrazione.
Commissariamento a cui voi siete favorevoli mentre per chi è al potere è solo sinonimo di più tasse e meno servizi.
Ci dobbiamo chiedere: “perché arriva un commissario?”. Quelli che non lo vogliono sono i soliti che hanno creato le condizioni per un suo arrivo. Noi siamo favorevoli ad un periodo breve di commissariamento, che ci porti da settembre fino a maggio dell’anno prossimo, che  inizi a fare pulizia tra le macerie economiche che si sono create dopo questi anni di cattiva amministrazione.

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