Il giorno dopo l’apocalisse, come ormai la chiamano tutti, si cerca di capire le cause. Gli investigatori sanno che sarà molto difficile scovare l’origine delle tre esplosioni che hanno ucciso sei persone e disintegrato la Pirotecnica della famiglia Cancelli di Arpino, piccolo paese della Ciociaria vicino all’Abruzzo. L’ipotesi più accreditata è l’errore umano. Un dosaggio sbagliato nella miscelazione chimica che sta alla base dei fuochi d’artificio. Le vittime erano grandi esperti. Il titolare Claudio Cancelli, 70 anni, lavorava nel settore da una vita. I due figli Giovanni e Giuseppe di 44 e 45 anni avevano preso in mano le redini da tempo. Ma anche i due operai, Enrico Battista (30 anni) e Francesco Lorini (51) erano navigati, così come Giulio Campoli (36) proprietario di un’altra ditta pirotecnica.

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