Published On: Mer, Set 21st, 2011

Il Comune boccia il referendum sull’inceneritore. Ecco chi ha firmato

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Questo referendum ‘non s’ha da fare’ questo il parere unanime dei consiglieri che hanno così rifiutato la proposta di referendum per far scegliere ai cittadini parmigiani, nonché finanziatori indiretti dell’opera, se il termovalorizzatore sia un’opera utile o meno. Un rifiuto scontato visto che maggioranza ed opposizione sono coesi nel portare avanti il progetto di incenerire i rifiuti nella food valley. Di seguito riportiamo l’annuncio divulgato dall’amministrazione comunale e la reazione dell’associazione No Termo: “Al termine della commissione Affari Istituzionali, il presidente del consiglio comunale, Elvio Ubaldi, ha letto il seguente verbale: “la Commissione, presa in esame l’istanza di referendum abrogativo presentata dal Signor Giordano Mancastroppa, in qualità di Rappresentante del  Comitato “NO INCENERITORE” , vista la documentazione esistente,  si pronuncia nei seguenti termini, con votazione unanime resa in forma palese: il referendum abrogativo proposto è inammissibile: 1 – per violazione dell’art. 54 comma 5 dello Statuto comunale in quanto il quesito proposto non risponde ai criteri di unicità della questione nonché di brevità, chiarezza e univocità del quesito, richiesti dal citato articolo; 2 – Per quanto occorrer possa, per essere   presentato nei riguardi di provvedimenti amministrativi che hanno già esaurito i propri effetti, sono inoppugnabili e si riferiscono a un’opera già appaltata e in fase di realizzazione. La Commissione dà mandato al Presidente di comunicare la decisione al Comitato “NO INCENERITORE” , avvertendo che contro il presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento stesso o il Ricorso Straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla comunicazione stessa”.
“Non è nostro costume né potremmo da statuto esprimerci pubblicamente come Gcr dando indicazioni di voto ai cittadini di Parma, ma in questo questo caso, davvero eccezionale, faremo la classica eccezione. Si è appena consumata in consiglio comunale una vicenda che ha dell’incredibile a Parma in questo periodo. Maggioranza e opposizione che su qualsiasi argomento dello scibile ducale si scannano sui banchi del consiglio, hanno ritrovato finalmente e magicamente armonia e coesione, proprio nel negare ai cittadini di Parma una libera espressione di voto su un argomento tanto sentito dai cittadini, che per ben 5 volte in meno di 2 anni si sono riversati per le vie della città per dire SI alla Salute e NO all’incenerimento dei rifiuti alle porte della Food Valley. I consiglieri capigruppo non sono entrati nel merito, troppo complesso per loro esprimere un pensiero su un argomento così spinoso. Hanno detto semplicemente un NO alla possibilità di esprimersi in maniera democratica, attraverso un referendum, adducendo motivazioni davvero curiose. La domanda non era chiara: bastava chiedere di riformularla. Il cantiere è avviato: e noi che colpa ne abbiamo se eravate tutti d’accordo? A noi, con l’unica arma che ci rimane, invitiamo i cittadini di Parma che si recheranno alle urne nella prossima primavera per eleggere il sindaco di Parma, a NON VOTARE i seguenti signori e i loro partiti di riferimento.
•    MASSIMO IOTTI (PD – PARTITO DEMOCRATICO)
•    PAOLO BUZZI (PDL – POPOLO DELLA LIBERTA’)
•    GIANFRANCO ZANNONI (IMPEGNO PER PARMA)
•    GIORGIO PAGLIARI (PARTITO DEMOCRATICO)
•    MARIA TERESA GUARNIERI (ALTRA POLITICA – ALTRI VALORI)
•    MATTEO AGOLETTI (UDC – UNIONE DI CENTRO)
•    MARCO ABLONDI (RIFONDAZIONE COMUNISTA)
•    CARMELO LA MANTIA (GRUPPO MISTO)
Vi invitiamo a NON VOTARLI perché hanno dato dimostrazione che quando c’è da prendere decisioni, probabilmente scomode per qualcuno più potente di noi poveri mortali, sono incapaci di difendere il diritto al bene primario della salute dei loro stessi cittadini che li hanno eletti. Una serata triste per la politica di Parma. Una serata che ha aperto un varco incommensurabile tra cittadini e Palazzo. Davvero un’occasione persa per dimostrare vicinanza e attenzione ai veri problemi di Parma”.

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