“Il governo impugnerà una sentenza inaccettabile che butta a mare 31 anni di processi e perizie”. Ad annunciarlo all’indomani della sentenza del giudice di Palermo che prevede un maxi risarcimento per i parenti delle 81 vittime della strage di Ustica per avere ostacolato l’accertamento della verità, è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. La sentenza “di un giudice monocratico cancella il lavoro svolto finora, butta nel cestino la perizia Misiti” e percorre una strada in netta contraddizione con quanto stabilito dalla Cassazione, ha affermato Giovanardi. “Abbiamo chiesto e ottenuto tutta la documentazione Nato esistente” di potenziale interesse per la strage di Ustica – ha ricordato il sottosegretario – , e dalla quale emerge che “di tutti gli aerei in volo quella sera nessuno era nei pressi del Dc9”. Giovanardi ha quindi precisando che, riguardo alla strage di Ustica, “la Nato ci ha confermato che non ci sono altri documenti” disponibili sulla tragedia del Dc9, “come sostenuto da alcune tesi riportate sui giornali”. Per Giovanardi “il problema vero è che la Libia non ha risposto mai a una rogatoria” e in passato “i libici hanno fatto esplodere due aerei in volo”. “Mentre inglesi e francesi hanno portato avanti un’azione durissima sul regime libico – aggiunge il sottosegretario – in Italia tutti sono corsi dietro all’ipotesi di un aereo francese o americano lasciando perdere Gheddafi”.

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