Published On: Mer, Set 14th, 2011

La lapide dedicata ai fascisti torna ad essere danneggiata

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Non si placano le polemiche sulla ricollocazione della lapide in marmo dedicata agli irriducibili del regime fascista presso il cimitero della Villetta. La lapide è stata da poco tempo riposizionate nel camposanto dopo essere stata letteralmente smontata da un giovane come segno di protesta. Nel frattempo il consigliere comunale del Pd Matteo Caselli ha depositato un’interpellanza in merito alla vicenda. Pubblichiamo di seguito il testo presentato dal giovane consigliere del centrosinistra: “Dopo l’infuocato dibattito dei mesi scorsi la recente decisione della Giunta guidata dal Sindaco Vignali ha rinfocolato le polemiche. La targa a ricordo dei militanti della Repubblica Sociale Italiana fu danneggiata nei giorni immediatamente successivi all’apposizione e rimase in manutenzione fino a poche giorni fa. Poi, nei primi giorni di Settembre la targa è stata di nuovo installata presso il cimitero, con l’aggiunta di una nuova targa che riporta la scritta “Nel 150esimo dell’Unità d’Italia – vi si legge – l’associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della Rsi pose”. Questa nuova autorizzazione ha rinvigorito una polemica che pareva essersi assopita, sopratutto alla luce del fatto che la città di Parma, oltre ad essere una città Medaglia d’oro per la Resistenza, è stata anche protagonista del Risorgimento Italiano. Ricordo al Sindaco e alla Giunta la lettera aperta delle tre associazioni partigiane, ALPI, ANPI e APC: ” ..prima di assumere una decisione in ordine alla lapide dedicata ai caduti della repubblica fascista di Mussolini, Ella, passata la bufera che ha investito l’Amministrazione Comunale, ci avrebbe convocati per discutere l’argomento.” Le Associazioni hanno poi aggiunto: “Noi rispettiamo tutti i morti ed il dolore delle loro famiglie, ma non possiamo non rilevare il significato storico e politico che assume l’iniziativa, soprattutto in relazione all’aggiunta della seconda lapide con la quale l’associazione dei caduti e dei dispersi della R. S. I., oltre ad assumersene la paternità, vuole sfruttare una ricorrenza, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che appartiene a tutti gli italiani e non certamente al fascismo che, storicamente, non affondava le sue radici nel Risorgimento”.  Alla luce di questi elementi – conclude Matteo Caselli- penso sia doveroso chiedere al Sindaco di Parma alcuni chiarimenti, nonostante il suo continuo ed ostinato silenzio su queste vicende: si è ancora convinti che la scelta di concedere l’autorizzazione all’apposizione delle suddette targhe sia giusta e rispettosa della storia della nostra città? Inoltre, si è autorizzata anche l’aggiunta della seconda targa, quella relativa il 150° anniversario dell’Unità d’Italia? Questa seconda targa è vissuta come un ulteriore affronto alla storia unitaria del nostro paese, considerando che la parentesi fascista sia dalla stragrande maggioranza degli storici interpretata come una netta frattura con la vicenda risorgimentale italiana. Spero che per una volta il Sindaco si faccia coraggio e faccia sentire la sua voce: per troppe volte negli ultimi mesi su valori fondanti la nostra comunità come l’antifascismo si è assistito ad un silenzio assordante del Comune.”

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