Per l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma i due alimenti contengono enormi quantità di furano una sostanza rivelatasi cancerogena a seguito di approfonditi studi compiuti su animali che si forma nel corso dei trattamenti termici degli alimenti.  La ricerca che ha portato a tali deduzioni si è basata su un monitoraggio di oltre 5mila campioni allimentari raccolti tra il 2004 ed il 2010 in venti Stati europeri diversi, compresa la Norvegia. Il comitato composto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) ha concluso che “il margine di esposizione per il furano rivela una forte preoccupazione per la salute umana”.

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