Dal Movimento 5 Stelle ci perviene un inquietante testimonianza diretta sul rincaro dei prezzi dei trasporti pubblici nella città di Parma. Pubblichiamo di seguito la nota a firma di  Fabrizio Savani: “Venerdì 16 settembre mi sono recato allo sportello della BMP per richiedere il nuovo abbonamento extraurbano della TEP per mia figlia, studentessa a Parma. Nell’anno scolastico passato l’abbonamento valido dal 14/09/2010 al 13/06/2011 è costato 268€. Quest’anno per la stessa tratta l’importo è di 310€ e solo annuale senza cioè la possibilità di effettuarlo per il solo periodo scolastico. In pratica l’aumento è di 42€ quindi un 15,7% in più rispetto all’anno scorso, alla faccia del’inflazione annua al 2,8% ! Mi si potrà obbiettare “si va beh ma adesso tua figlia può andare in autobus tutto l’anno mentre l’anno scorso lo poteva fare solo durante il periodo scolastico”. Ma sono le famiglie che devono poter scegliere. E’ come imporre ai cittadini una gabella spacciandola per risparmio. E le famiglie che hanno due figli e che abitano fuori Parma? Spendono 620€, ovvero mezzo stipendio di un impiegato medio. Un chiaro invito ad andare in auto aumentando il traffico cittadino. Ma in fondo dobbiamo essere contenti. Quando siamo in coda consumiamo carburante e aumentiamo quindi il PIL contribuendo da bravi cittadini alla crescita della nazione. Cosa sta accadendo ai Trasporti Pubblici Locali? Facciamo un breve riepilogo. La Regione Emilia Romagna deliberò un aumento delle tariffe del TPL con “l’imminenza dei tagli ai trasferimenti di fondi da Roma”, affermò l’Assessore Peri, in risposta ad un’interrogazione presentata dal Consigliere Favia del Movimento 5 stelle. Peccato che, successivamente agli annunciati tagli, l’accordo raggiunto il 16 dicembre 2010 fra Governo e Regioni sul finanziamento del trasporto pubblico locale (TPL) prevedesse, per il 2011, il trasferimento alle Regioni di 425 milioni di euro di risorse aggiuntive. Parallelamente agli aumenti, poi i gestori dei servizi hanno operato anche riduzioni di tratte, linee e corse. Gira che ti rigira, il problema sono sempre le risorse finanziarie, che per le autostrade (trasporto privato) vengono sempre trovate dalle regioni e dalle province. Affermiamo questo osservando lo scempio della TI-BRE, la tratta Parma-Fornovo dove i treni saranno sostituiti da autobus per il mancato adeguamento dei convogli ferroviari agli standard di sicurezza, gli sprechi per il mantenimento degli aereoporti sottoutilizzati di Rimini e Forlì. Questi sono tutti esempi che fanno capire che a parole si dice sempre che si deve incentivare il trasporto pubblico (su ferro o gomma), ma nei fatti si decide sempre di favorire il trasporto privato (automobili). Alla fine di questa riflessione anche mia figlia ha notato la schizzofrenia di chi ci governa (Stato-Regione-Provincia-Comune) e mi ha chiesto: “Papà forse dovremmo cambiare paese?” ed io ho risposto  No Giada non dobbiamo cambiare Paese, ma dobbiamo cambiare Il Paese”.

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