Il sindaco impiegato del Duc per un giorno. Con questa protesta  simbolica,  Pietro Vignali, insieme al vicepresidente dell’Anci regionale, Fabio Fecci, ha voluto partecipare alla protesta di oggi indetta dall’Anci contro la manovra del Governo,  sedendo dietro gli sportelli dell’Anagrafe del Duc e ricevendo i cittadini. Un gesto con cui, il Primo cittadino ha smesso per qualche ora la fascia tricolore per dare, simbolicamente, una mano ai dipendenti comunali il cui lavoro è reso sempre più difficile dai tagli governativi. Vignali ha aiutato nello smistamento dei cittadini ai diversi sportelli del -1 del Duc e ha erogato certificati di residenza ad alcuni cittadini tra cui una famiglia di nuovi parmigiani. “Se continua così – ironizza Vignali – saremo davvero costretti anche noi amministratori a vestire i panni degli impiegati. E’ stata una bella esperienza, i nostri dipendenti sono molto professionali e riescono a mettere a proprio agio i cittadini e le ‘matricole’ come ero io oggi”. “Da troppi anni, con governi di ogni colore politico – prosegue Vignali –, lo  Stato diminuisce i finanziamenti ai Comuni  che  hanno davanti due alternative, tagliare i servizi o aumentare le tasse. Altri sindaci hanno deciso di restituire simbolicamente ai Prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe, e per protesta di chiudere temporaneamente proprio gli uffici dell’anagrafe. Io ho preferito invece, con questo gesto simbolico, non creare un  problema ai cittadini che ne hanno già abbastanza”. “Mi unisco ai colleghi di tutta Italia e all’Anci – ha detto Vignali – per ribadire che con le manovre che si susseguono ormai mensilmente a Roma i Comuni non possono più andare avanti. Fino ad oggi abbiamo garantito i servizi, ci siamo anche adeguati al provvedimento governativo di luglio. Ma quella di questi giorni pone altre questioni, dall’autonomia finanziaria al patto di stabilità, questioni che non possiamo sostenere. Questa situazione rende difficile anche il lavoro dell’Amministrazione che  grazie alla professionalità dei dipendenti comunali  ogni giorno fa la sua parte per rispondere ai bisogni dei parmigiani. Ho deciso quindi di sedermi allo sportello e  dare simbolicamente una mano al personale per ribadire e spiegare alla gente la nostra difficoltà”. “La manovra andava fatta e doveva essere rigorosa, su questo siamo d’accordo. conclude Vignali -, ma a farne le spese sono sempre i Comuni che, ovunque, garantiscono ai bambini di andare a scuola e agli anziani di essere curati, senza dimenticare quelle opere pubbliche indispensabili per la crescita di un territorio”. Insieme al sindaco anche Fabio Fecci, assessore alla Sicurezza e vicepresidente regionale Anci. “Pur comprendendo la necessità di una manovra importante che preveda dei tagli in questo momento di crisi globale – afferma – ritengo che si debbano colpire i privilegi della casta anziché i Comuni, i quali garantiscono servizi fondamentali per i cittadini. Per reperire risorse utili si dovrebbe proseguire sulla strada dell’abolizione delle Province, del dimezzamento del numero dei parlamentari e sull’eliminazione degli enti inutili”. “Da parte loro – prosegue – i Comuni chiedono autonomia fiscale, l’anticipazione dell’Imu (Imposta Municipale Unica) e la compartecipazione nel recupero dell’evasione, mentre il Patto di stabilità che, voglio ricordare, è stato cambiato 4 volte dal ‘99 ad oggi senza ottenere reali vantaggi, mette in seria difficoltà le Amministrazioni comunali, che spesso non riescono nemmeno a pagare chi ha eseguito delle opere utili per tutta la cittadinanza”.

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