Published On: Mer, Ott 5th, 2011

EDITORIALE – Anche la stampa estera soffre della sindrome da scoop

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di Sara Terenziani
Carta e penna in mano per la prima volta. E via, pronti a far gavetta.  Se poi si ha la fortuna di incontrare sulla propria strada un grande “vecchio” del giornalismo, si imparerà subito la regola maestra di ogni giornalista: la “5 W” (who?, what?, where?, when? e why?). Insomma il manuale suggerisce di dare al lettore una risposta a tutte queste domande nel cappello introduttivo: chi?, cosa?, dove?, quando? e perché?. Solo così avrà gli strumenti necessari per proseguire la lettura con una migliore comprensione. Una regola ripresa direttamente dal giornalismo anglosassone, un mito per tutti gli aspiranti giornalisti. Un giornalismo apprezzato e ammirato per essere agguerrito ed indipendente, imperniato sulla regola aurea delle ‘notizie separate dai commenti’ e custode della verità che rimane ancora oggi vivo ed efficace. Ma a tutti accade di capitolare almeno una volta. La caccia dello scoop e la foga di battere la concorrenza possono diventare una sindrome e tradire anche i migliori. Le ultime vittime sono stati il Daily Mail e Sky News inglese. Entrambi  hanno annunciato “la condanna” in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. “Guilty: Amanda Knox looks stunned as appeal against murder conviction is rejected” (“Colpevole: Amanda Knox scioccata dal verdetto che respinge l’appello”) è il titolo pubblicato on-line per qualche minuto dal Daily Mail. A indurre nell’errore probabilmente è stata l’introduzione della lettura del presidente della corte d’Assise che ha dichiarato Knox e Sollecito colpevoli di diffamazione. Così alla parola “colpevole” il giornale online più letto in Inghilterra ha pubblicato una cronaca dei fatti completamente inventata. Solo dopo alcuni minuti, quando si sono resi conto che Amanda Knox è stata dichiarata colpevole, ma solo per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, l’articolo è stato rimosso.
Peccato che il danno era già stato fatto. La stessa tentazione ha travolto Sky News inglese, immediatamente ripresi dagli utenti di Twitter e Youtube che hanno mandato il servizio in mondovisione. Così per una volta anche all’estero si sono mangiati una “bufala” all’italiana.

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